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Stop alle consegne di Johnson & Johnson in Europa. Piano vaccini a rischio

by Adolfo Spezzaferro
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johnson & johnson

Roma, 14 apr – Ancora problemi e ritardi per il piano vaccini: dopo lo stop negli Usa al monodose Johnson & Johnson, l’azienda blocca le spedizioni in Europa. Le 184mila dosi di Janssen (questo il nome del vaccino) arrivate nell’hub della Difesa di Pratica di Mare, alle porte di Roma, rimarranno dunque stoccate in attesa delle verifiche. L’Italia conta molto sul vaccino J&J e questo stop complica ulteriormente la tabella di marcia della campagna di immunizzazione.

Speranza: “Valuteremo strada migliore ma vaccino dovrà essere utilizzato”

Dal canto suo, il ministro della Salute Roberto Speranza prende tempo. “Valuteremo nei prossimi giorni, appena Ema e gli Usa ci daranno notizie più definitive, quale sarà la strada migliore ma io penso che anche questo vaccino dovrà essere utilizzato perché è un vaccino importante. Le Regioni – chiarisce – devono stare a questa impostazione perché chi è più anziano rischia di perdere la vita”. Il vantaggio evidente di Janssen è che monodose e quindi può imprimere una qualche accelerazione alla tabella di marcia, già rivista al ribasso.

Magrini (Aifa): “Pausa a vaccino forse eccessiva in fase pandemica”

Il direttore generale dell’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, Nicola Magrini, assicura che “il vaccino J&J è altamente sicuro con rapporto rischio beneficio chiaramente favorevole come è stato dimostrato dagli studi” ma ” ci sono molte similitudini con il vaccino AstraZeneca, le limitazioni sono quindi possibili e ragionevoli. E sarà probabilmente la direzione verso la quale ci si muoverà tutti assieme. I dati parlano di rarissimi eventi, sei casi su sette milioni di vaccini, non modifica il rapporto beneficio rischio di questo farmaco. E’ una pausa di grande cautela, forse eccessiva in fase pandemica“, ammette Magrini.

Ippolito (Spallanzani): “Creare allarmismo è del tutto ingiustificato”

Creare allarmismo sul vaccino J&J è invece “del tutto ingiustificato” per Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani. “Si tratta di meno di un caso per milione di vaccinati, un rischio molto basso rispetto al beneficio atteso. E’ presto per trarre conclusioni”, spiega il membro del Comitato tecnico-scientifico.

Entro giugno il contratto con J&J prevede la consegna di sette milioni di dosi

Lo stop delle consegne è un problema non di poco conto per il piano vaccini del governo. Entro la fine di giugno il contratto con J&J prevede una fornitura da sette milioni di dosi, se la sospensione dovesse durare a lungo le conseguenze sarebbero terribili. Senza parlare poi di un possibile nuovo effetto AstraZeneca con la rinuncia al monodose fra chi si è già prenotato. In attesa che si pronunci l’Ema, l’Agenzia europea per i medicinali, è plausibile che ci sarà una limitazione per chi ha meno di 60 anni, autorizzandone l’uso per tutti gli altri. Ma a quel punto il piano vaccini andrà rimodulato ancora una volta. Per garantire che ogni fascia di età abbia a disposizione il vaccino adatto. Il rischio è che questo nuovo intoppo rallenti ulteriormente la tabella di marcia.

Negli Usa la sospensione sarà questione di giorni

Intanto dagli Usa fanno sapere che la sospensione del vaccino Janssen sarà probabilmente una questione di giorni. Lo affermano in una nota congiunta i Centers for Disease Control e la Food and Drug Administration, le autorità sanitarie americane. La sospensione è legata a sei casi negli Usa che hanno sviluppato una malattia rara che coinvolge coaguli di sangue nelle due settimane successive alla vaccinazione. Anthony Fauci, il super esperto americano in malattie infettive spiega che “i problemi dai vaccini Johnson & Johnson sono un evento estremamente raro. Ce ne sono stati sei su 6,85 milioni di dosi somministrate, il che vuole dire meno di uno su un milione“. In Usa, tutti e sei i casi di malattia rara hanno riguardato donne di età compresa tra i 18 e i 48 anni. Una di queste è morta mentre una seconda, in Nebraska, è stata ricoverata in condizioni critiche.

Ema: “Non è chiaro se c’è un’associazione causale”

Il comitato per la sicurezza dell’Ema sta indagando “dalla scorsa settimana” su tutte le segnalazioni di eventi embolici nelle persone che hanno ricevuto il vaccino Janssen. “Al momento – prosegue Ema – non è chiaro se esista un’associazione causale“. L’Ema è in contatto con la Fda statunitense e altri regolatori internazionali e “comunicherà ulteriormente una volta conclusa la valutazione”.

Gelmini: “Film già visto con AstraZeneca, più pericoloso non fare il vaccino”

“Un film già visto, anche AstraZeneca ha avuto questo percorso, ma i vaccini sono sicuri. Non allarmiamoci, il numero dei casi sospetti di Johnson&Johnson è inferiore a quelli di AstraZeneca, ma non vuol dire che non sono sicuri, è più pericoloso non fare il vaccino“. A farlo presente è il ministro per gli Affari regionali Mariastella Gelmini a Tgcom24. “Ci sarà un incontro dei ministri europei della salute, ma sono sicura che sarà riconosciuto come sicuro, come già successo per AstraZeneca”, conclude.

Adolfo Spezzaferro

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