Roma, 28 giu – Colossale truffa tra Napoli e Caserta, con 143 persone fisiche e giuridiche che risultano coinvolte. Più di 772 milioni di euro di crediti considerati frutto di una truffa messa a segno con canoni di locazione e bonus edilizi, previsti dal decreto Rilancio, sequestrati preventivamente dalla Guardia di finanza di Frattamaggiore in seguito a indagini coordinate dalla Procura di Napoli Nord. La truffa sarebbe legata in particolare al superbonus 110%, con lavori mai davvero eseguiti su edifici inesistenti.

Superbonus 110%, sequestrati 772 milioni: il 70% dei responsabili percepiva il reddito di cittadinanza

Tra i 143 soggetti coinvolti, vi sono diversi percettori di reddito di cittadinanza: oltre il 70% dei responsabili. Non solo, figurano pure parcheggiatori abusivi, persone segnalate per contiguità con la camorra e un detenuto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Quest’ultimo avrebbe ricevuto lavori di ristrutturazione per più di 34 milioni di euro e, allo stesso tempo, ne avrebbe eseguiti egli stesso per oltre 30 milioni di euro. Peccato fosse detenuto. Come riportato da Adnkronos, la somma totale oggetto del sequestro comprende crediti ceduti a Poste Italiane ai fini della loro negoziazione, nella misura di decine di milioni di euro, in base a una quantificazione tuttora in corso.

La Procura di Napoli Nord, guidata dal procuratore Maria Antonietta Troncone, ha di conseguenza ottenuto dal gip il sequestro preventivo di crediti per un importo complessivo pari ai sopra menzionati 772 milioni di euro. Al fine di impedire, tramite la possibile cessione a istituti finanziari, l’indebita erogazione di risorse pubbliche. “L’attività illecita oggetto di accertamento che realizza un comportamento delittuoso già in precedenza monitorato – afferma il procuratore Troncone – è di tale gravità, per l’elevatezza delle somme negoziate, da poter concretamente determinare un sensibile nocumento alle risorse pubbliche, depauperate e distolte dalla loro corretta destinazione alla riqualificazione del patrimonio immobiliare nazionale e all’attuazione della transizione ecologica, obiettivi di fatto divenuti di più difficile conseguibilità”.

Alessandro Della Guglia

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1 commento

  1. siamo sempre lì:
    quando si erogano contributi,
    bisogna controllare PRIMA dove vanno a finire,
    e POI erogarli.

    e un’altra cosa:
    se decidete di erogare contributi a determinati settori..
    DOVETE NECESSARIAMENTE vincolarli al rispetto dei prezzi correnti alla media del settore nei due o tre anni precedenti alla pubblicazione
    del contributo.

    i contributi automobilistici per esempio,di fatto hanno portato all’aumento del costo medio delle auto…
    perchè i produttori hanno aumentato i listini,fidando nella maggior disponibilità economica dovuta ai contributi per svecchiare il parco automobilistico:
    al punto che una utilitaria di adesso costa come una classe media
    e una media come una di alta gamma.

    in particolare,
    il superbonus 110% DOVEVA essere agganciato ai prezzi medi
    delle lavorazioni e dei materiali PRIMA ancora di essere reso pubblico:
    se non si rispetta quel vincolo,il contributo NON viene erogato,
    e questo è l’unico modo di non drogare il mercato.

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