Roma, 19 nov – Tentato stupro sul convoglio Trenord diretto a Milano Porta Garibaldi. Sono stati attimi di puro orrore per la vittima, una milanese di 28 anni che durante la serata dello scorso 15 novembre è stata oggetto di violenza da parte di un ragazzo nordafricano. La ragazza si trovava sola con il proprio aggressore all’interno della carrozza: l’individuo ha approfittato della situazione per spingerla in un angolo, cercando di strapparle i vestiti e palpeggiandola.

Nonostante tutto, la donna è riuscita a resistere all’aggressione e ha urlato per attirare l’attenzione degli altri passeggeri del convoglio. Così è stato: il capotreno e gli altri viaggiatori sono stati messi in allarme dalle grida della vittima e sono tempestivamente intervenuti per fermare la violenza. Nel frattempo, purtroppo, il treno si era fermato nella stazione di Seregno: l’aggressore, colta la palla al balzo, è riuscito a scappare dileguandosi nel buio.  

In stato di shock e con una ferita alla spalla provocata da un morso del magrebino, la 28enne è stata soccorsa dai passeggeri del treno, che hanno provveduto a rassicurarla e a contattare i soccorsi e le autorità locali. Sul posto i carabinieri della compagnia di Seregno, gli agenti della Polfer ed i sanitari del 118. Dopo aver esposto l’accaduto alle forze dell’ordine, la ragazza è stata portata al pronto soccorso dell’ospedale di Desio, dove è stata medicata dal personale sanitario. Nessuna conseguenza fisica grave, fortunatamente, è stata riscontrata nella vittima. Sul caso stanno investigando i carabinieri e gli agenti della polizia ferroviaria, sulle tracce del soggetto che come raccontano alcuni testimoni sarebbe fuggito a piedi. Sono in fase di analisi le immagini dei filmati delle videocamere di sorveglianza presenti in stazione.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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