Roma, 5 dic — Degrado senza fine alla Stazione Termini: ieri pomeriggio un nigeriano  ha estratto un grosso coltello e dato in escandescenza e seminato il terrore tra i passanti, tenendo in scacco un nutrito gruppo di agenti di polizia.

Nigeriano semina il panico a Termini

In un quadrante della città sempre più ostaggio di immigrazione clandestina, delinquenza e degrado sono ormai una triste e pericolosa consuetudine i vergognosi siparietti che vedono coinvolti extracomunitari brandire armi sotto effetto di sostanze e minacciare i passanti. Il più clamoroso e recente è stato l’exploit di un ghanese, avvenuto il giugno scorso: lo straniero, armato di coltello, si è scagliato contro le forze dell’ordine che per fermarlo gli hanno sparato a una gamba. Ieri è toccato invece a un 36enne nigeriano: forse in preda a una crisi di nervi, forse per aver assunto sostanze o alcolici, l’uomo ha estratto una grossa lama alla fermata del tram 5 in via Giolitti.

L’arresto

Si avvicinano i primi curiosi, finché qualcuno non chiama la polizia, mentre altri riprendono la scena. L’inquietante siparietto del nigeriano viene presto corredato dai deliri di un’altra immigrata che cerca di comunicare con le forze dell’ordine giunte sul posto. Alla vista degli agenti lo straniero inizia a urlare e dimenarsi, per poi tentare la fuga, piombando in mezzo al traffico — sempre brandendo il coltello. I poliziotti, dopo lunghi attimi di indecisione, riescono  fermarlo in piazza dei Cinquecento, a ridosso del monumento in onore a Giovanni Paolo II. Una volta disarmato, il nigeriano è finito in manette con le accuse di minaccia aggravata, resistenza a pubblico ufficiale e porto abusivo d’arma.

(Video ripreso dal canale di Welcome to Favelas)

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

6 Commenti

  1. Sparargli con cal 9 ????
    visto che qualche idiota COMUNISTA , inutile ripetizione , aborra , aborrisce , abo-stocaz i TASER ……..

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