Grosseto, 16 apr – L’imam della comunità islamica di Grosseto è stato prelevato dalla sua abitazione dagli uomini della Digos del capoluogo maremmano, e dopo essere stato accompagnato al Cie di Torino, domani verrà espulso dall’Italia. Nei confronti di Zejnullah Sadiki, albanese di etnia macedone, sono forti i sospetti, da parte delle forze dell’ordine, di contatti con l’Isis.


Nel 2015 in provincia di Grosseto fu scoperta una cellula jihadista in cui era attiva Maria Giulia Sergio, alias Fatima, ovvero la prima foreign fighter italiana che partì per la Siria per arruolarsi con lo Stato islamico. La donna seguì le orme del marito albanese Aldo Kobuzi. La notizia dell’allontanamento è stata data dall’imam stesso su Facebook: “Sono stato prelevato – ha scritto Sadiki – perché sono una persona pericolosa per lo stato italiano in quanto imam sempre più radicale, e perché frequento molti centri islamici. Ma se c’è ancora giustizia nello stato italiano tornerò”.

Ospiti pericolosi

Il centro di cultura islamica in Maremma, di cui l’imam era capo, ospitò tra l’altro Shefqet Krasniqi, estremista originario dei Balcani che venne poi arrestato in Kosovo poiché ritenuto responsabile di propaganda finalizzata al reclutamento di jihadisti. Sempre da Grosseto passò Bilal Bosnic, altro jihadista arrestato poi in Bosnia con le medesime accuse.

Dal 2015 ad oggi, gli uomini dell’Antiterrorismo della Digos maremmana hanno fermato diverse persone successivamente espulse dall’Italia. Tra queste anche alcuni familiari di Kobuzi e di Muhabi Ajeti, che lavorava come taglialegna nel piccolo centro di Montieri, ma che nascondeva simpatie per l’Isis.

Alessandro Della Guglia

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