renzi taggareRoma, 22 nov – C’è la reazione del radical chic, alla ricerca del suo quarto d’ora di celebrità, che suona “Imagine” davanti al Bataclan. C’è la, forse più rappresentativa, folla dello Stade de France che – dimenticandosi degli di anni di retorica sull’abolizione dei confini e la morte delle patrie – in un momento di pericolo intona la Marsigliese. E poi c’è Matteo Renzi.

Intervenendo all’Italian Digital Day presso la Reggia di Venaria Reale, dopo il consueto panegirico sull’Italia che riparte e i presunti successi del governo, il titolare di Palazzo Chigi non ha esitato a fare un parallelo fra l’epoca della condivisione social e la lotta al terrorismo: “Io sono per taggare i potenziali soggetti pericolosi. Ciascuno di noi lascia delle tracce. Parliamone, non credo che sia un agguato alla privacy dire che si devono taggare queste persone“, ha spiegato il premier.

Insomma, se si conosce un terrorista o potenziale attentatore, invece che rivolgersi alla forza pubblica per denunciarlo basterà un tag su uno status di Facebook. Idem su Twitter, dove il cinguettio potrà essere oggetto di retweet. Se invece si sta utilizzando Tinder per cercare l’anima gemella nei dintorni e ci si imbatte in un profilo ambiguo, sarà sufficiente il “Nope” per escluderlo dalla lista dei possibili futuri mariti: attenti però a rifiutare, pare che siano persone abbastanza suscettibili.

A furia di twittare, Renzi sta scambiando il mondo reale per un’interpretazione dello stesso via social network. Nulla di male nell’utilizzare gli ultimi ritrovati della comunicazione per la propria attività politica: non farlo equivarrebbe tagliarsi fuori da soli. Se però ci si fa prendere la mano, gli esiti possono diventare ridicoli. O drammatici, a seconda dei punti di vista.

Giuliano Lebelli

Vuoi rimanere aggiornato su tutte le novità del Primato Nazionale?
Iscriviti alla nostra newsletter.

Anche noi odiamo lo spam.
Ti potrai disiscrivere in qualsiasi momento.

Commenti

commenti

1 commento

  1. SEMPLICEMENTE RISPONDO . L’ART 117 COMMA Q DELLA COSTITUZIONE PREVEDE IL CONTROLLO E LA DIFESA DELLA FRONTIERE DA OGNI INGRESSO ILLEGALE, VEDI IMMIGRAZIONE CLANDESTINA. SE POI C’E’ A LIVELLO EUROPEO UNA DEROGA PER I PROFUGHI (VERI), CHE SIANO CENSITI E SEPARATI DAGLI ALTRI. MA CHE SI APPLICHI LA COSTITUZIONE ! DOVERE DELLO STATO DI DIRITTO E NON “RAZZISMO”, COME QUESTA CASTA AL GOVERNO CI FA CREDERE.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here