Torino, 12 mag — Sono finiti in manette sette fra militanti e membri di collettivi studenteschi legate al centro sociale Askatasuna di Torino, da sempre nel mirino di inchieste giudiziarie per atti di violenza ed eversione. La polizia del capoluogo piemontese ha notificato 11 provvedimenti cautelari per il reato di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, firmati dai magistrati torinesi nell’ambito dell’indagine sull’assalto alla sede dell’Unione industriali avvenuta il 18 febbraio scorso. Degli 11 destinatari delle misure cautelari notificate dalla Digos torinese 3 sono stati portati in carcere, 4 sono finiti agli arresti domiciliari e 4 sono sottoposti ad obbligo di firma.

Sette militanti di Askatasuna in carcere

L’indagine mirava a definire le responsabilità dei partecipanti agli episodi di guerriglia urbana avvenuti nel corso della manifestazione studentesca torinese del 18 febbraio 2022. Collettivi studenteschi e militanti dell’area anarchico-antagonista torinese erano scesi in piazza per la mobilitazione nazionale contro l’alternanza scuola-lavoro: in quell’occasione una ventina di facinorosi si era scagliata, lanciando sassi e brandendo bastoni, contro un contingente delle forze dell’ordine posto a protezione dell’ingresso della sede dell’Unione Industriali. Nel corso degli scontri, in cui i manifestanti avevano cercato di forzare il cancello della sede erano rimasti feriti anche sei militari dell’Arma. I responsabili dell’aggressione sono stati identificati. Tra gli arrestati anche un uomo vicino all’Askatasuna ritenuto responsabile di aver ferito a bastonate un funzionario di polizia. Reato che si somma alla resistenza aggravata a pubblico ufficiale.

Altri episodi di violenza

Come detto, non si tratta di una novità per il centro sociale Askatasuna. Il 13 luglio 2018 la polizia diede esecuzione a 19 misure cautelari per i fatti di violenza accaduti a Roma, a Torino, durante il corteo del Primo Maggio del 2017. In quell’occasione duecento militanti del centro sociale tentò di raggiungere piazza San Carlo dove si tenevano i comizi delle rappresentanze sindacali. Ritrovandosi davanti lo sbarramento delle forze dell’ordine, gli attivisti si erano dati al lancio di uova, masserizie e bastoni.

Cristina Gauri

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