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Roma, 11 lug – Che dall’Europa non arrivino, praticamente mai, buone notizie per l’Italia è ormai un dato di fatto. Alcuni italiani (la maggior parte possiamo dire) di questo se ne sono resi conto da un pezzo, altri, invece, o fanno finta di nulla oppure cercano disperatamente quanto scioccamente di giustificare. L’ennesima “sòla” – per dirla alla romana – si è consumata giovedì pomeriggio scorso, quando 530 europarlamentari su 697 hanno deciso che fosse preferibile non far sapere alla collettività da chi e come vengano finanziate le Ong né in che modo esse spendano le loro risorse finanziarie. La maggioranza degli eletti, infatti, ha ritenuto opportuno respingere l’emendamento presentato da Gunnar Beck, parlamentare di Alternative für Deutschland.

Le Ong escluse dalla normativa antiriciclaggio

Il testo integrativo alla risoluzione contro il riciclaggio di denaro sporco prevedeva che anche le Ong dovessero sottostare alla normativa antiriciclaggio dell’Unione Europa al fine di – come riportato nell’emendamento – «esaminare attentamente il loro finanziamento e le loro spese, nonché ad adottare misure avanzate in materia di trasparenza».

Considerando che da sempre l’Ue ha dimostrato una perizia estrema in materia di rendiconto finanziario, stavolta, a quanto pare, ha intenzione di chiudere entrambi gli occhi a favore delle Ong che si accomodano sempre di più nell’Olimpo dei privilegiati e degli impuniti.

D’altra parte c’era da aspettarselo, pur di boicottare una proposta, per quanto giusta ma proveniente dai sovranisti europei, la maggioranza composta da Socialisti e Democratici, Partito Popolare Europeo, i liberali di Renew, i Verdi e l’estrema sinistra in coro, all’occorrenza, sarebbero stati perfino disposti a farsi amputare un braccio. È così che un giusto provvedimento, atto a regolarizzare un settore per troppo tempo lasciato nell’ombra come appunto quello riguardante il flusso di denaro in entrare e in uscita che coinvolge le Organizzazioni non governative, può andare a farsi friggere.

Ong protette dall’Ue

Simona Baldassarre, europarlamentare della Lega, ha precisato al quotidiano Libero che: «L’intento non era di danneggiare quelle Ong che perseguono fini veramente nobili e non avrebbero problemi a dichiarare i loro finanziamenti e i loro finanziatori, ma quello di poter smascherare tutte le organizzazioni che ricevono soldi da Soros e altri poteri forti per interessi poco chiari».

In tutto ciò, anche in questa occasione, si rinnova l’alleanza tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle. I Dem infatti votano contro l’emendamento, i grillini invece optano per l’astensione, risultato: piena collaborazione volta a ostacolare chiunque volesse fare luce sui traffici finanziari delle Ong.

«Che alcune Ong di scafisti nel Mediterraneo ricevessero finanziamenti poco limpidi è cosa nota, ma che le Sinistre collaborino con loro per insabbiare i nomi di chi le finanzia è vergognoso» ha aggiunti la Baldassarre, appoggiata da Carlo Fidanza, capo delegazione degli eurodeputati di Fratelli d’Italia. Come se non bastasse, scorrendo l’elenco nominale del voto, schierati al fianco dell’alleanza giallofucsia troviamo anche gli europarlamentari di Forza Italia, lasciando presagire lo spauracchio di eventuali future alleanze con l’esecutivo PD-5Stelle.

Insomma, anche stavolta l’Italia, peraltro alle prese in questi giorni con un aumento consistete degli sbarchi di clandestini, assistendo alla bocciatura di un sacrosanto emendamento, viene abbandonata a sé stessa da Bruxelles.

Alessandro Boccia

1 commento

  1. ….
    questa storia puzza peggio di una carogna di pescecane spiaggiato.
    alla ue mi sa che sono marci a livello lebbrosi,proprio….
    e stando cosi le cose,meglio che il centro destra ripresenti questa legge a livello italiano:
    E PER TUTTE LE ONG CHE NON SI ADEGUANO,DIVIETO ASSOLUTO DI OPERARE NEL
    NOSTRO PAESE.