Roma, 12 gen — A quanto pare i fiumi di dollari messi a disposizione dal fondo per la propaganda catastrofista-climatica Climate emergency fund non bastano più a sovvenzionare le gesta dalle eco-marionette di Ultima generazione: ci sono trasporti da pagare, pasti da sfornare, spese legali da saldare. I miliardari dai cognomi «diversamente ambientalisti» (una su tutti Ailen Getty, nipote di petrolieri) e i registi della Hollywood che piange per le emissioni non riescono ad arrivare proprio dappertutto. Così si è resa necessaria, per i giovani «guerrieri del clima» armati solo di vernice, colla e relativo copione di piagnistei da imparare a menadito, l’operazione di accattonaggio online Adotta un disobbediente.

Ultima generazione: disobbedienti in cosa?

Fa ridere già dallo slogan: in che cosa questi burattini dell’establishment starebbero disobbedendo, avendo il sostegno di tutta la stampa mondiale allineata, la politica, le élite che premono sull’acceleratore del «cambio green»? Un vero atto di disobbedienza, per dire, potrebbe essere quello di recarsi a protestare presso le ambasciate della Cina o dell’India, rimaste «miracolosamente» fuori dai target delle iniziative di questi cuor di leone: impediscono al cittadino Mario Rossi di recarsi al lavoro bloccando il Gra, ma rimangono zitti sulle emissioni di Pechino, mentre i Lerner, le De Gregorio di turno parlano di un Davide contro Golia che esiste solo nei loro viaggi lisergici (o pesantemente in malafede, ma diamogli pure il beneficio della stupidità).

Accattonaggio green

Si legge dunque sul sito, nell’apposita sezione dedicata: «Abbiamo bisogno di persone come te! Avere un sostegno può essere fondamentale per chi fa disobbedienza civile. Chi sta dedicando la vita a questa causa e ci si impegna a tempo pieno è proprio una persona come te. Non è facile conciliare una normale vita lavorativa con l’impegno che nasce dalla preoccupazione che si ha per il futuro». L’appello è corredato dall’immagine di due attivisti sorridenti, con l’immancabile quota-black.

Con 15 euro il donatore può acquistare quattro pasti vegani, con 30 euro gli si paga il treno per spostarsi da un luogo di un’azione a un altro, con 50 gli si paga la stanzetta per una notte. Con 100 euro si sovvenziona una sorta di «soccorso verde», fondo per l’assistenza legale necessaria per tirare fuori dai guai i pargoli. Eco da «soccorso rosso», quello degli anni ’70 istituito per sostenere i terroristi che bruciarono vivi i fratelli Mattei.

Insomma, Ultima generazione vuole i tuoi soldi per poter continuare a bloccare il Gra, vandalizzare quadri e incollarsi all’asfalto a tempo pieno, senza la preoccupazione di dovere lavorare come tutte le persone normali. Vogliono il reddito di «disobbedienza», e scommettiamo che tra i grigi giullari del sistema già c’è la fila per dargli la mancetta e darne relativa e pubblica segnalazione di virtù.

Cristina Gauri

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1 commento

  1. Francamente non ci vedo nulla da ridere, considerato pure che C.Gauri fa un parallelo azzeccato con il passato (soccorsi “colorati”), tutto torna e ritorna.
    Se non si attivano i giovani con gratificazioni reali, partecipazione concreta allo studio, al lavoro, alla politica e alla spiritualità per consentirgli di ottenere benefici per sé stessi e condividerli in una sana comunità, resta solo questa opzione “strumentalizzazione in toto” per non segregarsi in una solitudine suicida ed arrivare alla eutanasia anzitempo.
    Se non vogliono mollare la terra, intesa nobilmente come suolo, storia e filosofia, non restano solo i gretini, i tossici, i parassiti, ma un furto sovragenerazionale incancrenito dal oblio sia legislativo che giudiziario. Bisogna saper contrapporre sostanza.
    Quella del clima è una barzelletta per coloro i quali, tra l’ altro, comprendono nulla rispetto a quei pochi che cercano con qualche conoscenza (acquisita con fatica e dubbio), di intendere di più studiando variabili su variabili tendenti all’ infinito… Lo sanno benissimo, non prendiamoli per stupidi, sono ben altro.

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