Roma, 12 gen – In Perù gli scontri hanno superato ogni limite di guardia. Da un mese, il Paese sudamericano è nel caos. Gli ultimi “brucianti” fatti testimoniano il disagio profondo di un’intera Nazione.

Perù, un mese di scontri sanguinosi: cosa succede

In Perù gli scontri sono così sanguinosi che il governo ha annunciato un coprifuoco notturno nella regione di Puno, come riporta SkyTg24. La zona è il fulcro delle proteste e delle manifestazioni nel corso delle quali, solo nella giornata di lunedì, sono morte 18 persone. Ma il sangue e il caos dominano da almeno un mese, nel quinto Paese più popoloso dell’America Latina. Proteste dovute a profondi disagi sociali, alla povertà, alla disuguaglianza, a una comunità che non riesce a sperare in un futuro. Futuro che era stato “promesso” dal presidente Pedro Castillo, a parole intenzionato a risolvere i drammi di una società allo sbando. Il mancato assolvimento delle sue proposte, però, ha scatenato un dibattito politico sempre più acceso, culminato nel tentativo di Castillo di sciogliere il Congresso. Mossa considerata incostituzionale e che ha portato all’arresto dello stesso presidente, ora sostituito dal suo vice. A quel punto nulla ha più frenato le proteste e le manifestazioni, avviate proprio dai sostenitori di Castillo, che hanno chiesto a gran voce nuove elezioni. Proteste così sanguinose da generare ben 47 morti in un mese.

Il poliziotto bruciato vivo

Si chiamava Jose Luis Soncco Quispe, il poliziotto di pattuglia nella città di Juliaca che lunedì notte è stato bruciato vivo dai manifestanti. Aveva solo 29 anni. La folla ha attaccato il veicolo in cui l’uomo si trovava, insieme a un collega, Ronald Villasante Toque. Il rogo lo ha preso in pieno. Toque, al contrario, si è salvato ed è stato portato in un ospedale di Lima con ferite multiple alla testa: l’uomo, infatti, è stato pesantemente picchiato. Così ha parlato il  primo ministro Alberto Otarola, confermando la morte di Soncco: “La polizia è arrivata sul posto e ha scoperto che un agente era stato picchiato e legato, e l’altro, Luis Soncco Quispe, purtroppo era morto. È stato bruciato vivo nella sua auto di pattuglia. Il Paese è totalmente fuori controllo e non si capisce ancora bene come la situazione potrebbe tornare alla normalità.

Stelio Fergola

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1 commento

  1. Ex militare, peruviano guardia a MI: “in Perù stanno tentando di cacciare gli stranieri approfittatori dalla loro terra”.

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