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Roma, 17 mag – Il nuovo bersaglio dell’Anpi? Il padre della Moto Guzzi. Per l’esattezza una statua che a Genova è stata dedicata a Giorgio Parodi, aviatore e fondatore della mitica azienda Moto Guzzi. Potremmo fermarci qua per rendere l’idea del grottesco che pervade certi ambienti in preda al fanatismo ottuso.



Moto Guzzi, una statua doverosa

Ma ricostruiamo questa breve storia, perché è ancora più assurda di quanto si possa immaginare di primo acchito. Tre giorni fa, sul belvedere di Mura delle Cappuccine, nel capoluogo ligure, è stata inaugurata la statua a Parodi alla presenza del presidente della Regione, Giovanni Toti, e dello stendardo del comune di Genova. Frecce tricolori in cielo, applausi e orgoglio per un uomo che ha segnato la storia cittadina e più in generale delle motociclette italiane. Un simbolo, un mito, una fonte di ispirazione per tanti imprenditori. E dunque ecco una dedica doverosa, adesso che il marchio dell’aquila celebra un secolo di vita. Sì perché Moto Guzzi nel 2021 compie 100 anni, costellati di vittorie, imprese avventurose e personaggi a dir poco leggendari.

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L’Anpi contro il “soggetto in divisa”

Tutto questo dovrebbe bastare pure ai nuovi partigiani per un bel tacer? Neanche per sogno, l’Anpi ha trovato il modo per scagliarsi lo stesso contro il monumento in questione. “E’ una di quelle modalità, sempre più diffusa, per fare un po’ di revisionismo storico: quello era un militare non solo di leva e chiamato in guerra, ma partito volontario per andare a bombardare donne e bambini inermi tuona Massimo Bisca, presidente dell’Anpi Genova – Il fatto che sia stato scelto di rappresentare il soggetto in divisa è uno dei tanti graffi che si fanno sulla pelle della città. Che gli amministratori si rechino al Ponte Monumentale, tutti i 25 aprile, e poi realizzino monumenti del genere o si decida di intitolare, come a Nervi, un porticciolo a un membro della XMas dimostra che va loro ricordato che i valori del 25 aprile vanno declinati su tutti i giorni”. Insomma l’Anpi non se la prende con questa statua soltanto perché ritrae Parodi con una “divisa fascista”. Ce l’ha proprio con il fondatore della Moto Guzzi, in quanto – a dire dell’associazione dei partigiani – cattivissimo fascista.

E a rincarare la dose ci si mette pure un consigliere comunale del Pd, Cristina Lodi: “Genova festeggia un personaggio molto discutibile, che ha bombardato, da volontario, in Africa. Non negando le sue qualità di imprenditore e aviatore, non si possono però tacere le sue responsabilità in guerra come volontario nella guerra imperialista d’Africa”. Manca solo qualcuno che evochi il fascismo intrinseco nel simbolo della Moto Guzzi. Quel rapace che era emblema dell’aviazione del Corpo della Regia Marina durante la Prima Guerra Mondiale. E fu adattato dalla Guzzi in onore al mancato quarto socio Giovanni Ravelli, motociclista e aviatore che cadde durante un volo nel 1919. Leggenda nella leggenda dell’eroismo italiano. Con buona pace dei nauseanti strepiti di certa sinistra.

Alessandro Della Guglia

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5 Commenti

  1. Poveracci! Sono dei vecchiacci rancorosi e falliti, che, per perpetuare la loro storiella/accia, ora reclutato sardine ed immigrati…

  2. E poi magari applaudono Figliuolo, mercenario e macellaio della Nato, a capo della task force della “protezione civile”…

    • Sembra molto duro il tuo commento, Dio non voglia che tu abbia ragione. In effetti, fuori dalla Nato “scherzano” di meno e questo a loro non interessa o neppure lo sanno. Come sempre.

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