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Roma, 18 mag – “La terza dose di vaccino è assolutamente ragionevole che debba essere fatta”. Così Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità (Css) e coordinatore del Comitato tecnico scientifico (Cts), intervenendo in audizione in commissione Igiene e Sanità del Senato. “Non è al momento compiutamente stimabile quando dovrà essere raccomandata la somministrazione della terza dose e la spiegazione di questa incertezza è legata al fatto che i tempi di osservazione nei soggetti vaccinati sono ancora limitati”, dice Locatelli parlando delle modalità di somministrazione dei vaccini anti Covid per quanto riguarda il futuro.

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Vaccini, Locatelli: “Terza dose dopo 10 mesi”

Dunque non è ancora dato sapere con esattezza quando ai vaccinati dovrà essere somministrata una terza dose di vaccino. Ma “è ragionevole pensare che si vada dai 10 mesi in su”, precisa il presidente del Consiglio superiore di sanità. “Cioè per 10 mesi dovrebbe mantenersi la capacità protettiva dei soggetti vaccinati, ma è anche possibile che questo intervallo temporale venga prolungato”, spiega Locatelli.

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Per il coordinatore del Cts “raccomandare un prolungamento nella somministrazione della seconda dose nella sesta settimana, tra 35 e 42 giorni, per i vaccini a mRna, trova il suo razionale nel fatto che la seconda dose entro 42 giorni è stata riportata nel dossier fornito dalle aziende all’Ema e soprattutto non inficia l’efficacia delle risposta immunitaria, inoltre la prima somministrazione conferisce protezione dallo sviluppo della malattia Covid”. Locatelli rimarca poi la necessità del “confronto con il generale Figliuolo che aveva stimano che l’allargamento dell’intervallo” tra prima e seconda dose “avrebbe incrementato fino a 3 milioni il numero di soggetti che entro maggio potevano ricevere la prima dose”.

E per quanto riguarda il vaccino monodose Johnson & Johnson? Sarà in ogni caso necessario il richiamo? Locatelli specifica che si tratta di un vaccino “basato su una sola dose perché gli studi presentati dall’azienda sono stati fatti su una popolazione che ha ricevuto una sola dose. E’ possibile che studi mirati a testare un eventuale vantaggio incrementale fornito dalla seconda dose possano dimostralo, ma al momento non sono oggi disponibili”.

Alessandro Della Guglia

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4 Commenti

  1. Prima si riempia di vaccini RNA il Locatelli e dopo qualche anno, quando vedremo gli effetti a medio lungo termine, si vedrà. E’ intollerabile che medici non specializzati in malattie infettive e virologia o semplici “opinionisti” suggeriscano vaccini genetici sperimentali di cui nemmeno le case produttrici si assumono alcuna responsabilità per gli effetti collaterali.

  2. Secondo me è altrettanto ragionevole la quarta dose.
    E anche la quinta.
    E così via.
    Tutto dipende dalla ragione che ti dai.

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