Roma, 22 nov – Il neoministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, ha espresso questa mattina, durante un incontro tenutosi a Milano per l’evento Direzione Nord, le linee guida dei suoi prossimi interventi, tra i quali la proposta di assegnare lavori socialmente utili per gli alunni violenti in classe e un piano di azione per i giovani che non lavorano e che hanno abbandonato gli studi, i cosiddetti “neet”, che in Italia sono oltre 3 milioni. Il ministro leghista ha inoltre affrontato la questione riguardante l’aumento degli stipendi per i docenti, annunciati già nella prossima legge di Bilancio.

La richiesta a Valditara di intervenire contro chi protesta

Valditara ha fatto intendere la volontà da parte sua di arginare in modo repressivo i comportamenti degli studenti ritenuti violenti, con un’interpretazione molto ampia e arbitraria, utilizzando il pugno duro “anche prevedendo forme diverse di sanzioni nei confronti di quegli studenti che non hanno capacità di rispettare le regole”, come i lavori socialmente utili, i quali sembrerebbero avvicinarsi maggiormente alla repressione poliziesca che ad un dialogo costruttivo e propositivo. Così facendo potrebbero subire l’accetta dei “comportamenti violenti” e “contrari alle regole” anche tutte quelle lotte che gli studenti portano avanti contro questo sistema scolastico e contro i suoi prodotti aberranti come l’alternanza scuola-lavoro. Mario Rusconi, presidente dei presidi di Anp Roma ha infatti sottolineato: “Rimane però insoluta la questione dell’individuazione di chi occupa una scuola, non potendo accedere noi presidi ed i professori nei locali occupati. Il ministro dovrebbe intervenire su questo problema”.

Il ministro della D-istruzione

Ricordiamo che il ministro Valditara ebbe un ruolo da protagonista nella riforma Gelmini del 2008 che inaugurò una stagione di tagli e depotenziamenti della sfera pubblica, aprendo la strada alle aziendalizzazioni e contribuendo alla rovina dell’istruzione italiana. L’annunciata repressione per chiunque provi a contrastare la morte della scuola pubblica sembra aver trovato in Valditara un ottimo esecutore.

Andrea Grieco

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