Roma, 22 nov — Non è durato una settimana: Stacy Laughton, nato Barry Charles Laughton Jr. e primo trans eletto a una carica pubblica nel New Hampshire, è finito in manette con l’accusa di aver molestato e perseguitato una donna già protetta da ordine restrittivo nei confronti dello stesso Laughton. L’arresto, avvenuto il 12 novembre scorso, arriva a pochi giorni dalla sua elezione alla Camera del New Hampshire tra le fila dei democratici.

Il politico trans ha una sfilza di precedenti 

Laughton, 38 anni, aveva contattato la vittima tramite i social media e secondo il dipartimento di polizia di Hudson non si tratta della sua prima violazione di un ordine restrittivo. Già ad agosto, infatti, Laughton aveva tentato di mettersi in contatto con la vittima, per poi finire in manette il mese dopo. Sorprendentemente — ma in realtà c’è ben poco da sorprendersi — l’episodio non ebbe alcuna copertura mediatica e gli elettori dem rimasero all’oscuro della condotta di Laughton, eletto nel 4° distretto di Nashua. Laughton si è piazzato secondo su quattro candidati, assicurandosi un seggio alla Camera dei Rappresentanti.

Le recenti violazioni degli ordini restrittivi e gli episodi di stalking hanno scoperchiato un vaso di Pandora di precedenti penali del politico trans, che è libero su cauzione per un arresto nel 2021 per abuso del servizio di emergenza pubblico. In quell’occasione aveva chiamato sette volte il 911 esortando gli agenti di polizia a intervenire all’indirizzo di casa sua. In ogni singola occasione gli agenti avevano stabilito che non vi fosse emergenza. Laughton negò ogni volta di aver chiamato il 911, attribuendo la chiamata ad un autore sconosciuto.

Mentalmente disturbato

Non è finita: scavando nel passato di Laughton è emerso che l’esponente dem era già stato eletto nel 2012, ma si era ritirato prima di entrare in carica dopo che i giornali avevano reso nota una sua condanna a quattro mesi di prigione nel 2008 per furto di identità, frode finanziaria e falsificazione di prove fisiche. A ben vedere nemmeno nel 2015 Laughton era riuscito a tenersi lontano dai guai, finendo in manette per un falso allarme-bomba  al Southern New Hampshire Medical Center, dove era in cura per un disturbo bipolare. Riconoscendogli un certo grado di infermità mentale il giudice lo aveva condannato a sei mesi di reclusione, con sospensione della pena.

Ora, la domanda che ogni persona sana di mente si porrebbe è, perché si è lasciato candidare a una carica pubblica un individuo con una tale sfilza di precedenti, palesemente disturbato e instabile di mente? Tacciono a tal proposito i colleghi dem di Laughton, tranne il rappresentante Timothy Horrigan, che su Twitter difende a spada tratta il politico trans. «Si è messa nei guai nel corso degli anni e continua a mettersi nei guai. Ma fondamentalmente è una brava persona. Non è violenta, offensiva o dannosa per nessuno tranne che per se stessa», ha spiegato utilizzando pronomi femminili per riferirsi a Laughton. Perché la collettività debba sostenere economicamente un funzionario con problemi mentali, e quale servizio possa rendere alla comunità, Horrigan non ce lo spiega.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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