Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 15 mar – Nessun via libera alla benedizione delle unioni sessuali. Il Vaticano ribadisce il suo secco no alle coppie gay, anche quando si tratta di relazioni stabili e di conseguenza ormai consolidate. Secondo la Chiesa il matrimonio è unicamente l’unione indissolubile fra un uomo e una donna. Concetto ribadito dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, in risposta a un “dubium” presentato. Si tratta di un documento che ha ricevuto il via libera di Papa Francesco.

Quando Bergoglio aprì alle coppie gay

Dunque chi si aspettava una svolta progressista di Bergoglio anche sulle unioni gay, resterà di sasso. Il Pontefice, da questo punto di vista, non intende rivedere la storica posizione del Vaticano. E “ha dato il suo assenso” alla pubblicazione della nota esplicativa, firmata dal Prefetto, dal cardinale Luis Ladaria e dall’arcivescovo Giacomo Morandi (segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede). I sacerdoti dunque non potranno benedire quelle coppie omosessuali che da tempo chiedono di essere riconosciute dalla Chiesa.

Eppure secondo alcuni Papa Francesco, a ottobre scorso, avrebbe affermato che “gli omosessuali hanno diritto a una famiglia” e di essere “favorevole alle unioni civili”. Parole che Bergoglio avrebbe pronunciato in un documentario del regista russo Evgeny Afineevsky, in cui lo stesso Pontefice avrebbe poi invocato la necessità di “creare una legge sulle unioni civili”. In realtà il Santo Padre propose una legge di coabitazione civile, per impedire che i gay vengano cacciati dalle famiglie. Non menzionò quindi le unioni civili.

“Sì alla benedizione dei singoli gay”

In ogni caso, il Vaticano, ribadendo il no alle unioni gay non esclude che “vengano impartite benedizioni a singole persone con inclinazioni omosessuali, le quali manifestino la volontà di vivere in fedeltà ai disegni rivelati da Dio”. Singoli sì, ma coppie no dunque. Come precisato da Vatican News, il documento approvato da Papa Francesco si inserisce nel quadro “della sincera volontà di accoglienza e di accompagnamento delle persone omosessuali, alle quali si propongono cammini di crescita nella fede”.

In base a quanto sancito dall’esortazione Amoris laetitia, che parla degli “aiuti necessari” offerti a tutte le persone omosessuali “per comprendere e realizzare pienamente la volontà di Dio nella loro vita”. La Chiesa intende continuare ad accogliere “con rispetto, compassione e delicatezza” le persone omosessuali, scongiurando “ogni marchio di ingiusta discriminazione”.

Alessandro Della Guglia

La tua mail per essere sempre aggiornato

Commenta