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Roma, 15 mar – Italia in quasi lockdown fino a Pasqua compresa: per l’economia è un danno di 80 milioni di euro di mancati consumi al giorno nelle zone rosse. Una mazzata che potrebbe essere fatale, in particolare per le imprese del commercio e del turismo, la cui resistenza è ormai al limite. A lanciare l’allarme è Confesercenti, che fa due conti su quanto costeranno le restrizioni delle zone rosse, che da oggi coprono la maggior parte del territorio nazionale.



Allarme Confesercenti: “Nei primi quattro mesi persi 9,5 miliardi”

Con la pandemia, la sanitaria non è l’unica emergenza: quella economica è altrettanto grave, soprattutto sul fronte del commercio. Le ennesime misure di restrizione e chiusure determinano un bilancio fortemente negativo per i consumi delle famiglie, che nei primi quattro mesi dell’anno arriveranno a perdere complessivamente 9,5 miliardi di euro. Di questi, oltre tre miliardi riguardano il commercio al dettaglio e oltre cinque viaggi, ospitalità e pubblici esercizi, da addebitare soprattutto all’estensione delle chiusure fino al weekend di Pasqua. Unico ponte di aprile, quello delle festività pasquali avrebbe potuto segnare il cambio di passo, la discontinuità dopo una stagione invernale saltata a piè pari, con gli impianti sciistici rimasti chiusi. E invece niente ponte, niente gite, niente consumi.

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“Livelli consumo pre-pandemia solo nel 2024”

“Le dimensioni della crisi sono tali che i livelli di consumo pre-pandemia potranno ormai essere ripristinati solo nel 2024“, è la pesante previsione di Confesercenti. “In questo quadro, come abbiamo avuto già modo di sottolineare, la proroga ed il contestuale rafforzamento delle restrizioni fino a Pasqua costituiscono un nuovo, grave trauma per le imprese. Ed è particolarmente forte per quelle del terziario e del turismo, che si vedono privare dell’avvio della stagione della moda e dell’unico ponte della stagione primaverile”.

“A rischio chiusura 450mila imprese”

“Se si considera che, dopo un anno di stop and go, ci sono circa 450mila imprese a rischio chiusura, ci sembra evidente che le restrizioni non siano una soluzione sostenibile a lungo termine dall’economia. Sicuramente non lo è in queste condizioni. Sono più di tre mesi che siamo in attesa dei sostegni per le attività economiche ed i lavoratori, ma il provvedimento continua ad essere rinviato“, lamenta l’associazione di categoria. Infatti con il governo Draghi non v’è finora alcun cambio di passo, con il dl Sostegno (nuovo nome per il dl Ristori del Conte bis) ancora non approvato.

“Subito sostegni, anche per affrontare il 2021”

Per Confesercenti dunque “non c’è più tempo. Servono urgentemente sostegni, non solo per coprire quello che si è perso nel 2020 – e non ci è mai stato ‘ristorato’ del tutto – ma anche per affrontare il 2021, che sarà un altro anno di forte crisi. Sostegni che devono essere rivolti a tutti, perché è inaccettabile parlare di ‘selezionare’ le attività da salvare”, chiarisce. “Le imprese oggi si trovano in difficoltà non per propria responsabilità o perché non riescono a stare sul mercato. Ma perché non possono operare a causa di una scelta amministrativa dovuta all’emergenza sanitaria in corso”. Insomma, sta al governo risarcire il danno.

Adolfo Spezzaferro

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