Roma, 29 ott — Nonostante la vergognosa decisione del prefetto di tenere chiuso il Verano nella giornata del centenario della Marcia su Roma, ieri i caduti fascisti hanno ricevuto lo stesso la loro corona di fiori.

I caduti fascisti hanno ricevuto la loro corona di fiori al Verano

No, nessuno si è introdotto nel cimitero capitolino violando i sigilli: ci ha pensato una signora, di cui non si conoscono le generalità, che stamattina ha suonato al portone del palazzo di CasaPound Italia, in via Napoleone III, consegnando una busta a chi le aveva aperto. Nella busta, una lettera scritta a mano e la fotografia di una corona di fiori posta all’interno della cappella dedicata ai caduti fascisti eretta al Verano. Quella cappella a cui ieri una delegazione di CasaPound Italia è stato impedito di accedere da un provvedimento ignobile, che non si è ripercosso solamente sulle tartarughe frecciate ma su chiunque avesse voluto recarsi a trovare le tombe dei propri cari. Fatta eccezione per chi doveva seppellire un morto. Come la gentile signora della lettera.  

“Ci ho pensato io”

«Ai ragazzi di CasaPound, ci ho pensato io», scrive. «Sì, quando ieri ho accompagnato una delle persone a me più care nel suo ultimo viaggio al cimitero Verano, e ho saputo che vi era stato impedito di entrare a portare una corona di fiori ai martiri fascisti, non ho esitato un attimo; ho preso il mio cuscino di fiori e l’ho deposto nella loro cappellina. L’ho fatto in segno di giustizia e di rispetto per chi non c’è più. Ho saputo che tra i defunti martiri c’è addirittura un bambino, che fu bruciato vivo insieme al fratello in un attentato comunista. Così ho recitato una preghiera anche per loro, puniti e denigrati, vittime di un sistema che si vanta di essere libero e democratico». Conclude firmando così la toccante missiva: «Da una persona ancora LIBERA».

Il ringraziamento di CasaPound Italia

Le tartarughe frecciate hanno ringraziato la signora dal canale Telegram del movimento, commentando così il gesto: «Un gesto semplice, spontaneo che racchiude tutta quella sacralità che ieri, con un’ordinanza indegna, hanno provato a impedire. Un ringraziamento, doveroso, va a questa donna libera e al suo delicato omaggio ai martiri che riposano al Verano».
Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

2 Commenti

  1. Nella vita non ci si può affidare solo al buon cuore militante di turno, eccezionale ma appunto per questo eccezionale. Sveglia. Imparare almeno a “saltare” prima che “taglino” pure le zampette.

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