Verona, 22 lug — Si è accanita sul marito uccidendolo a martellate e coltellate, mentre lui dormiva, dopo nemmeno quattro mesi di nozze: così Edlaine Ferreira 36enne brasiliana, è rea confessa dell’omicidio del consorte, l’autotrasportatore Francesco Vetrioli, 37 anni. L’assassinio si è consumato nella notte tra martedì e mercoledì. «Lui mi minacciava sempre dicendomi che se avessi raccontato che mi picchiava nessuno mi avrebbe creduto, e così ha fatto anche ieri, ripetendomi sempre che non ho i documenti». La donna ha riferito spontaneamente ai carabinieri di aver agito intorno alle 3:30 del mattino, nella camera matrimoniale del loro appartamento a Bussolengo, «io ho preso un martello e un coltello e l’ho colpito mentre dormiva». Lo riferisce il Corriere.

Brasiliana killer uccide il marito a martellate 

Il pm Carlo Boranga l’accusa di aver ucciso il coniuge, «colpendolo in camera da letto, mentre questi dormiva, con un martello da carpentiere al cranio per 4 volte e poi con un coltello per 18 volte al torace ed alla schiena». Ora la 36enne brasiliana si trova in stato di fermo in carcere a Montorio  e rischia l’ergastolo per la triplice aggravante contestata: «l’avere commesso il fatto con premeditazione, l’avere agito contro il coniuge e l’avere approfittato di circostanze tali da ostacolare la privata difesa, avendo colpito la vittima mentre dormiva».

Rea confessa 

Arrivata spontaneamente a costituirsi, la donna ha ripercorso la sequenza dell’assassinio. «Ieri sera attorno alle 23 circa ero a casa da sola, allora gli ho telefonato e gli ho chiesto dove fosse e mi ha detto che si stava fermando in banca e poi sarebbe tornato. Quando è rincasato abbiamo iniziato a litigare perché pensavo che poco prima mi avesse mentito». La sposa brasiliana era solita accusare il marito di numerosi tradimenti: «Una volta gli ho guardato il telefono, ho visto che scambiava messaggi relativi a prestazioni sessuali con trans e altre donne», ha spiegato agli inquirenti. «In quella circostanza gli ho detto che se era gay poteva lasciarmi stare e andarsene. Lui si è arrabbiato tantissimo, mi afferrato la testa e l’ha sbattuta contro il muro».

Consorte geloso e violento

Stando a quanto riferito nel corso della confessione, Vetrioli era solito alzare le mani su di lei. «Era un uomo geloso e violento, non mi lasciava uscire di casa se non insieme a lui, se uscivo di casa da sola e non gli davo tutti i dettagli di dove ero stata e con chi, si arrabbiava e mi picchiava». Perché quindi decidere di sposare un uomo così geloso, infedele e violento? «Ho deciso di sposarmi con lui per poter regolarizzare la mia posizione nel Paese».

Sulla donna brasiliana grava ordine di espulsione

La posizione della killer brasiliana si complica ulteriormente: il pm specifica che «l’indagata si trova illegalmente sul territorio dello Stato italiano», con un «ordine di espulsione emesso dalla Prefettura di Parma con obbligo di rimpatrio». Secondo la Procura sussistono rischi di fuga «alla luce delle gravissime modalità di azione: la condotta è stata portata nei confronti di soggetto indifeso, addormentato, con una violenza inaudita, con ripetute martellate al cranio e numerosissime coltellate, diciotto». Un gesto peraltro scaturito «da semplice litigio domestico, con evidentissima e macroscopica sproporzione tra le circostanze e la terribile azione omicida della donna».

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

3 Commenti

  1. Un tragico incontro-matrimonio tra veri poveri (la materia qui conta molto poco anche se appare “primaria”), che non sapevano di esserlo. Il matrimonio tra “poveri” funziona solo quando si sa di esserlo.

  2. Buongiorno,
    mi permetta di rincarare la dose chiedendo se, a parte le parole di un’omicida, vi siano delle prove che quest’ultima venisse picchiata.

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