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Roma, 5 mar – Monsignor Carlo Maria Viganò durissimo contro l’insediamento di Mario Draghi alla presidenza del Consiglio italiano. L’arcivescovo, tra una lettera a Trump di denuncia degli orrori di mondialismo e deep state e una sferzata contro l’orrendo «presepe post conciliare» allestito lo scorso dicembre in piazza San Pietro, ha diffuso ieri una lunghissima missiva di denuncia, indicando Mario Draghi come «la quintessenza della tirannide del Nuovo Ordine, nella sua cinica competenza, nella professionalità della sua azione devastatrice, nell’efficienza dei suoi funzionari». 



Viganò mette al rogo Draghi

L’ha toccata pianissimo anche stavolta, insomma: l’ex nunzio apostolico Usa apre la sua denuncia parlando dell’Italia come «una Nazione corrotta», che «riconosce diritti al crimine e deride o addirittura condanna l’onestà, la rettitudine, la virtù». Lo Stato attuale delle cose, per Viganò, spiega le «decisioni scellerate dei governanti, dalla gestione dell’emergenza pandemica all’indiscriminata accoglienza degli immigrati clandestini», in «un unico disegno» folle.

Le assurde regole della pandemia

L’arcivescovo punta il dito contro le assurde regole e l’incoerenza delle restrizioni quali  «chiudere le scuole e i ristoranti mentre sui mezzi pubblici i cittadini sono costretti a viaggiare stipati», riconoscendo a questa follia «una razionalità e una logicità che non può avere». Viganò parla di «norme palesemente illegittime», difese anche dalla cosiddetta «opposizione» che invece dovrebbe «cavalcare la rivolta e dimostrare quanto sia assurdo chiudere le attività commerciali in assenza di evidenze scientifiche che legittimino l’adozione di misure così drastiche».

I crimini dell’Ue

Il monsignore entra poi nel vivo della sua accusa stigmatizzando la «presunta inevitabilità dei prestiti che l’Italia dovrebbe richiedere all’Unione Europea», dopo che questa – con modalità criminali degne dei peggiori usurai – «ha creato scientificamente le premesse sociali ed economiche della crisi economica». Secondo Viganò la fiducia accordata al governo del Presidente Draghi, «un carnefice ben peggiore dell’avvocato di Volturara Appula», è «sconcertante». Così come è sconcertante il sollievo con il quale il popolo saluta «l’avvento del cinico tecnocrate», sebbene stia perseguendo il medesimo piano fallimentare di Conte, a colpi di Dpcm e restrizioni. «Come se il condannato a morte si rallegrasse della migliore affilatura della lama della scure».

Viganò contro l’educazione gesuita di Draghi 

Viganò non si stupisce che Draghi sia stato educato, «come Joe Biden e tanti altri leader globalisti, alla scuola ideologica dei Gesuiti». Una «struttura fortemente gerarchica e quasi militare poteva manipolare le giovani coscienze di intere generazioni, con diabolica lungimiranza, preparando l’avvento di una società tirannica e disumana». L’ex nunzio li indica come gli educatori dei «terroristi delle Brigate Rosse e gli ideologi della Teologia della Liberazione, i teorizzatori della liberazione sessuale, del divorzio e dell’aborto». Da questo schema proviene Draghi, «la quintessenza della tirannide del Nuovo Ordine, nella sua cinica competenza, nella professionalità della sua azione devastatrice, nell’efficienza dei suoi funzionari».

Un rigido esecutore dell’agenda globalista

Prosegue Viganò: «Draghi in nulla si discosterà dall’agenda globalista, se non nella maggiore efficienza con cui la realizzerà. Nutrire la speranza che il tecnocrate al quale si deve la devastazione della Grecia possa in qualche modo venir meno al suo compito è da sprovveduti». Il suo esecutivo condice «inesorabilmente alla ulteriore perdita di sovranità nazionale e all’asservimento completo al Nuovo Ordine.

Non dimentichiamo che il gabinetto del Primo Ministro annovera personaggi quali Vittorio Colao e Roberto Cingolani, per i quali il Great Reset è ormai in stadio avanzato di compimento, con o senza il consenso degli elettori», insiste. Per Viganò l’avvento di Draghi era «programmato da anni, e che per realizzare fino in fondo il progetto globalista l’élite non esiterà a violare i diritti fondamentali, col pretesto di farlo “per il nostro bene”».

Cristina Gauri



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18 Commenti

  1. Dando per scontato che Monsignor Viganò dice delle cose perfettamente condivisibili non si capisce perché
    continui a voler rimanere tra i rappresentanti della gerarchia ecclesiastica

  2. Sto assistendo al degrado morale sempre più cocente ed aggressivo verso i legittimi cittadini non più dotati della facoltà di votare veramente, e lo faccio in qualità di donna attiva nella partecipazione politica, costretta a defilarmi per via dell’ambiente angusto, che dai giornali dei giorni scorsi si può fantasticare.
    Leggo quindi, da censurata, e da… incensurata, i commenti a caldo dei soggetti di indagini in corso.
    Leggo che si definiscono invidiosi coloro che sfogano la loro rabbia santa per chi non ha più cognizione di cosa è e di cosa non è.
    Sto facendo un ottimo esercizio spirituale di distinzione: mi passano davanti, sempre sul mio social, i volti.
    I volti di questi neo improvvisati, acculturati, e gli ultimi nobili dei secoli scorsi, le nobildonne, i galantuomini, eroi di guerra.
    Fatelo. Niente parole, solo un pò di osservazione.
    Incredibile, come ci siamo ridotti.

  3. Perchè lui è uno degli ultimi uomini di Dio, sono gli ALTRI che devono incenerirsi, a partire dall’indegno impostore di bianco vestito…

  4. Caro Monsignor Viganò, condivido totalmente le Sue accuse, sacrosante!!!
    Queste sono documentate nel libro d’ inchiesta “La Matrix Europea” di Francesco Amodeo!
    Draghi, dopo aver favorito l’ Austerity nel nostro paese, per non parlare della “vile” attività sul BRITNNIA, a danno dell’Italia, ora è tornato per finire il suo sporco lavoro!
    Gli individui della sua crudeltà, si identificano perfettamente nel vecchio proverbio, noto a tutti:
    “IL LUPO PERDE IL PELO; MA NON IL VIZIO” !!!!

  5. secondo me se abbandonasse il posto che occupa, farebbe un favore solo a sé stesso. Ma sta facendo qualcosa di più altruistico invece proprio perché divulga queste cose, pur trovandosi a ricoprire la carica che ha. Anche perché, diciamocelo, se fosse una persona qualunque, ma chi lo ascolterebbe????

  6. Un miscuglio di cose vere ed altre inventate. Parla a vanvera e basta. Draghi lo conoscevamo già chi era non c’era bisogno di questo prete che ce lo diceva. Se invece si tolgono da mezzo, che sono 2000 anni che rompono le scatole, per non essere volgari, sarebbe meglio per tutti.

  7. Il motivo è semplice, la Sua autorità le Sue parole hanno un peso, se le dicesse da umile sacerdote non verrebbe considerato, del resto come le nostre opinioni, sono nullità.

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