Milano, 7 feb — Sale a quattro il numero dei ragazzi fermati per le violenze sessuali di gruppo avvenute a Capodanno in Piazza Duomo, nel capoluogo lombardo. Dopo i fermi avvenuti due settimane fa la polizia ha arrestato a Milano altri due ragazzi egiziani di 16 e 17 anni ritenuti responsabili delle violenze di gruppo ai danni di ragazzine indifese a cui avevano preso parte decine di giovani immigrati. I branchi avevano per tutta la notte preso di mira giovanissime donne accerchiandole, palpeggiandole, strappando loro i vestiti e rapinandole nell’indifferenza delle forze dell’ordine.

Violenze Capodanno, altri due immigrati in manette

I due arrestati – uno regolarmente soggiornante in Italia e un minore straniero non accompagnato – sono accusati di aver partecipato alle violenze subite da due ragazze tedesche la notte di Capodanno. Aggressioni ampiamente documentate da un video, diventato drammaticamente virale, girato da una testimone. Le riprese, agghiaccianti, mostrano le due vittime mentre piangono e chiedono aiuto terrorizzate, schiacciate contro una transenna da decine di immigrati urlanti. Le accuse per i due egiziani sono di violenza sessuale di gruppo e, per uno, anche di rapina.

L’identificazione dei due sospettati è stata resa possibile dalla testimonianza di una delle due vittime, tornata in Italia nei giorni scorsi per collaborare con gli inquirenti, e all’acquisizione dei video amatoriali girati sui social e delle immagini delle telecamere di videosorveglianza. Fondamentale anche l’analisi dei post sulle piattaforme social eseguita dagli agenti della squadra mobile della questura di Milano, diretti da Marco Calì.

La rapina in via Torino

Il più piccolo è accusato anche di avere preso parte a una rapina in via Torino, avvenuta verso le 2:15 del 1° gennaio, a poche centinaia di metri di distanza da Piazza Duomo dove alcune ore prima aveva abusato delle due turiste tedesche. L’egiziano, con l’aiuto di complici, aveva accerchiato e pestato due ragazzi per farsi consegnare i cellulari, ferendone uno con prognosi di cinque giorni e minacciando l’altro con un grosso coltello.

Cristina Gauri

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