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Roma, 25 feb – Una volta li chiamavano «trasvestiti», oggi invece è più cool definirli «drag queen». Il problema è che, da qualche tempo, i travestiti leggono fiabe gender ai bambini. La moda è nata, manco a dirlo, negli Stati Uniti, trovando poi dei fan entusiasti anche nello Stivale. Tanto che, l’anno scorso, la Rai ha permesso all’immarcescibile Luxuria di fare lezioni di gender ai minorenni. E, giù a cascata, qualche sindaco talebanizzato non ha perso tempo a importare nel suo Comune questo discutibilissimo format «educativo». Ma neanche Virginia Raggi, resasi già ridicola con i suoi patetici fumetti, non si è lasciata scappare l’occasione.

Drag queen e propaganda gender

Nel sito del Comune di Roma, infatti, è stato annunciato che, da domani, partirà una serie di incontri in cui i bambini potranno farsi raccontare le fiabe da due drag queen. La lettura avverrà presso la Biblioteca Interculturale «Cittadini del Mondo», ubicata nel VII Municipio romano. Il tema sarà «Fiabe e racconti d’inclusione e amicizia per bambin* e ragazz*», con tanto di asterisco di ordinanza. Sia mai che qualcuno non colga la natura genderfluid dell’evento. «”Regine” d’eccezione – si legge nel sito – diventeranno ‘libri viventi’ per narrare alle giovanissime generazioni fiabe e racconti: le Drag Queen Cristina Prenestina e Paola Penelope accoglieranno, insieme agli operatori e alle operatrici dell’associazione “Cittadini del Mondo”, le scuole del territorio che vorranno partecipare agli incontri gratuiti».

La reazione della Meloni

Naturalmente, in questa melassa politicamente corretta e sessualmente corrotta, c’è anche chi si è opposto all’iniziativa. Giorgia Meloni, ad esempio, è intervenuta per criticare fortemente la decisione del sindaco Raggi: «Due drag queen – ha scritto la leader di Fratelli d’Italia su Facebook – parleranno di “inclusione” e “amicizia” a bambini dai 3 anni in su in una scuola di Roma. Il tutto pubblicizzato sul sito ufficiale del Campidoglio. Solo a me sembra una follia? Giù le mani dai bambini!».

Elena Sempione

6 Commenti

  1. in quelle occasioni, bisogna tenere i bambini a casa. Capiranno che non siamo tutti pervertiti e non vogliamo che diventino così i nostri figli?

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