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Roma, 13 mar – Molto è stato detto sul coronavirus, sorprende (o forse no) come ogni tentativo di proporre una versione diversa da quella offerta dai media mainstream venga subito etichettata come complottismo o bufala. Tuttavia le domande sono tante e lecite. Un portavoce del ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, con due tweet ieri ha posto una serie di interrogativi rivolti agli Stati Uniti: “Quando c’è stato il paziente zero negli Usa? Quante persone sono state infettate? Quali sono i nomi degli ospedali? Potrebbero essere state le forze armate Usa ad aver portato l’epidemia a Wuhan. Siate trasparenti! Rendete pubblici i vostri dati! Gli Usa devono una spiegazione”, queste dichiarazioni sono state fatte in risposta alle affermazioni del direttore del Centro Statunitense per il controllo e la prevenzione delle malattie, Robert Redfield, il quale ha rivelato che alcuni americani apparentemente morti per influenza, sono poi risultati positivi al coronavirus. Nel frattempo la Casa Bianca ha dato ordine a tutti i dipendenti federali di trattare le riunioni concernenti il coronavirus come “classified”, in altre parole segrete, disposizione senza precedenti per una crisi riguardante la salute pubblica.

I dubbi dell’Iran sull’attacco biologico

Sempre ieri, la guida suprema dell’Iran, l’ayatollah Khamenei, ha dato ordine al generale Mohammad Bagheri, capo di stato maggiore delle Forze Armate, di mobilitare le forze armate iraniane per fermare la diffusione del coronavirus – ricordiamo che l’Iran, dopo Cina e Italia, è al momento il paese più colpito in base ai dati ufficiali – e di istituire un “presidio per la salute e il trattamento”, anche come esercizio di difesa e rafforzamento, ciò in considerazione della forte probabilità che la diffusione del virus sia dovuta a un “attacco biologico”. Altri funzionari iraniani avevano già preso in considerazione questa possibilità, tra questi anche il capo dei servizi di intelligence delle Guardie della Rivoluzione, Hossein Taeb: essi sostengono che gli Stati Uniti, dopo aver fallito i vari tentativi di regime change, rivoluzioni colorate, sanzioni e così via abbiano optato per il bioterrorismo. Ovviamente nel momento di maggiore tensione, proprio come in un attacco terroristico, non tutti i dettagli possono essere rivelati, anche perché metterebbero in pericolo eventuali coperture di intelligence. Come abbiamo detto però, è lecito porsi delle domande.

“Virus creato in laboratorio”, l’ipotesi dell’ex funzionario Cia

Questa possibilità è avallata anche da analisti russi, come Igor Nikulin, e da ex-agenti della Cia, come Philip Giraldi. Philip Giraldi è un ex-funzionario della Cia specializzato in contro-terrorismo e intelligence militare, tuttavia da quando ha lasciato la Cia e collabora con testate indipendenti è accusato di essere un sostenitore del suprematismo bianco, del nazismo e tutte quelle accuse che vengono fatte a chi dice cose scomode alla narrazione mondialista e globalizzata. Giraldi in un suo articolo spiega come possa essere seriamente presa in considerazione la possibilità che il virus sia stato creato in laboratorio e quindi possa trattarsi di una guerra ibrida biologica degli Stati Uniti contro la Cina per impedirne la crescita economica. Giraldi inoltre afferma che è curioso come l’altro paese maggiormente colpito dal virus sia l’Iran, considerato dagli Stati Uniti uno “stato canaglia” e dove ci sono stati vari morti anche fra alti funzionari del paese. Al riguardo Giraldi riporta il tweet di Mark Dubowitz, direttore esecutivo della “Fondazione per la difesa delle democrazie” con sede a Washington, che afferma: “Il Coronavirus ha fatto quello che le sanzioni economiche americane non sono riuscite a fare: bloccare le esportazioni non petrolifere (dell’Iran)”.

Visto che ancora non esiste una versione ufficiale e definitiva sulla diffusione del virus, servirebbe forse un approccio più “laico” sulle varie possibili teorie, visto che l’ipotesi della creazione in laboratorio è stata presa in considerazione da più fronti. Eppure le testate mainstream si affrettano subito ad etichettare qualsiasi teoria diversa come complottismo e fake news, magari affidandosi all’analisi di qualche centro strategico americano. Che siano forse gli ultimi affannosi tentativi del mondo globalizzato, da sempre promosso dalle realtà progressiste americane, di rimanere a galla?

Hanieh Tarkian

2 Commenti

  1. una cosa è certa,nelle guerre moderne “pesa” molto di più il nemico ferito,amputato,debilitato che quello morto; sotto questo punto di vista questo è un virus perfetto,soprattutto nella sua capacità di essere portato dappertutto da asintomatici e quindi contagiare un numero importante di persone.

    forse qualcuno non lo avrà notato,ma quando ci becchiamo una banale influenza nel giro di 48 ore siamo KO a letto e quindi possiamo infettare un numero abbastanza limitato di persone; qui invece c’è chi da infettato è riuscito a partecipare competitivamente persino a maratone e partite di calcio.

    credo che i “terrapiattisti” in questo caso siano quelli che credono veramente che tutto sia nato dalla zuppa al pipistrello mangiato in qualche bettola di Wuhan,piuttosto che a qualcosa – magari sfuggito di mano – in qualche laboratorio da dipartimento NBC.

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