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Cremona, 1 mag – Quelli che hanno avuto a che fare con il nuovo coronavirus affrontandolo in prima linea non lo chiamano più «virus», ma «mostro», «schifezza». Lo affermava qualche giorno fa il direttore aggiunto dell’Oms Ranieri Guerra: «È aggressivo, si diffonde con estrema velocità e ha di fronte un altissimo margine di popolazione suscettibile da infettare». Il virus «attacca l’intero sistema, non solo i polmoni, arriva nell’endotelio vascolare, è causa di patologie neurologiche importanti, attacca selettivamente in base a età e sesso. Non abbiamo idea di cosa altro possa causare, lo scopriamo giorno per giorno. E’ un mostro».



Strascichi e complicazioni

«Una schifezza così non l’avevo mai vista». Lo ha descritto così ai microfoni dell’Huffington il primario dell’ospedale di Cremona, il dottor Angelo Pan, uno degli ospedali lombardi più colpiti dall’epidemia di Sars-CoV-2. «Purtroppo non credo sia finita qui, l’infezione lascia strascichi con cui dovremo continuare a fare i conti», sostiene il dottore, riferendosi alla gamma di complicazioni sorte durante e dopo il decorso dell’infezione nei pazienti da lui trattati. Pan descrive i giorni di maggiore emergenza come «terribili, come stare all’inferno, con i malati che continuavano ad arrivare, i letti che non bastavano mai e neanche il tempo di bere un bicchiere d’acqua».

Ogni giorno una complicazione

I sintomi della «schifezza» non spariscono nemmeno dopo due mesi: «Da qualche settimana arrivano pazienti – una persona l’abbiamo appena ricoverata – che a distanza di due mesi da quando hanno avuto l’infezione hanno ancora una febbricola intermittente». Vi è poi la piaga degli asintomatici, che «sono il vero rischio ora che si andrà a riaprire dopo il lockdown», precisa il medico. Per non parlare dei sistemi attaccati dalla malattia: all’inizio si riteneva che il Covid-19 causasse solo danni ai polmoni, poi sono emersi i danni a cuore, reni, fegato e cervello: «un gran numero dei ricoverati in ospedale non respirava ma ci saranno altre “sorprese”, ogni giorno ne viene fuori una nuova», spiega.

Influenza? Nemmeno per sbaglio

Sono finiti i giorni in cui si definiva il Covid-19 come «banale influenza»: «Non siamo di fronte all’influenza neanche per sbaglio, abbiamo la sensazione che questa schifezza inneschi nuove problematiche  – puntualizza Pan – forme di infezioni persistenti, ad esempio. Di fronte a queste evidenze, dobbiamo stabilire che tipo di studi ed esami effettuare, usare criteri diagnostici precisi. Anche perché non abbiamo idea di quale terapia utilizzare». Si brancola ancora nel buio, insomma. Il Sars-CoV-2, insomma, è un super virus, un «genio del male», come lo definisce Pan, «capace di avere facce diverse e causare problemi differenti. La sua capacità di truccarsi e adeguarsi all’ambiente lo rendono il virus peggiore col quale abbiamo avuto a che fare negli ultimi decenni. Per rendersi conto di quanto è terribile, basta vedere il disastro che ha causato».

«Fase 2, rispettare le regole»

L’incognita della fase 2 è dietro l’angolo secondo il primario: «sicuramente ci sarà una discreta quota di persone che può infettarne altre e un’altra che si infetterà», è la sua previsione. ma una convivenza con il virus, anche a stretto contatto, è possibile: «Seguendo le indicazioni date dal Governo: indossare la mascherina, mantenere la distanza sociale e lavarsi frequentemente le mani. Non è matematico contrarre l’infezione – spiega portando il suo esempio – Io che sono stato a contatto con pazienti ammalati ma ho sempre rispettato le regole, ne sono la prova. Nella fase 2 bisogna proteggere gli anziani, i soggetti più deboli, e anche i bambini, naturalmente».

Cristina Gauri

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