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Caronia, 19 ago – Si infittisce il giallo sulla morte della dj Viviana Parisi e la scomparsa di suo figlio Gioele a Caronia, in provincia di Messina, l’8 agosto. La donna è stata ritrovata senza vita sotto un traliccio dopo un incidente sull’autostrada Messina-Palermo e dopo essere stata vista allontanarsi dalla macchina con il figlio di 4 anni in braccio. Era sparita di casa il 3 agosto e ritrovata cadavere 5 giorni dopo. Intanto emerge un dato preoccupante: un certificato medico del 17 marzo scorso, rilasciato dall’ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto – ritrovato nell’automobile della Parisi e sequestrato dalla Scientifica -, afferma che “Viviana soffriva di paranoia e ha avuto un crollo mentale dovuto a una crisi mistica“. E’ un elemento importante per le indagini, e inoltre spiegherebbe perché la Parisi – date le sue condizioni di salute mentale – a quanto pare volesse recarsi alla “Piramide della luce“, a Motta d’Affermo (sempre in provincia di Messina, un’installazione artistica legata al “Rito della luce” (al tramonto i raggi solari attraversano una fessura nella struttura).

Proseguono le ricerche del piccolo Gioele, arriva anche l’Esercito

Proseguono le ricerche del piccolo Gioele, che ormai vanno avanti da 14 giorni. Arriva anche l’Esercito. Il papà del bambino scomparso, il dj Daniele Mondello, ha fatto un appello su Facebook: “Invito tutti quelli che ci vogliono bene a partecipare alle ricerche di mio figlio”, dando appuntamento al centro di coordinamento della Protezione civile, lungo la statale 113. Le forze dell’ordine a tal proposito esprimono preoccupazione circa il corretto svolgimento delle indagini e invitano chiunque trovasse qualche possibile indizio a non toccare niente. “Se non si trova Gioele è una sconfitta dello Stato“, dice l’avvocato Mondello, cugino del marito della Parisi. Il giorno della scomparsa nell’area interessata c’erano molti raccoglitori di sughero e numerosi pastori, tuttavia allo stato attuale non risultano testimoni oculari.

Le ipotesi: omicidio-suicidio o aggressione?

Le ipotesi di indagine sono due: la Parisi potrebbe aver ucciso il piccolo Gioele, seppellito il corpo, e poi si sarebbe suicidata; oppure è stata aggredita. L’autopsia in tal senso non aiuta ma emerge che la donna sarebbe morta dopo un’agonia di qualche ora “per un’emorragia, in seguito alle pesanti fratture che erano sul corpo”. Ad avvalorare l’ipotesi del suicidio, le lesioni alla colonna vertebrale e le fratture, dovute forse a un lancio dal traliccio sotto il quale è stato rinvenuto il cadavere. Anche se sul traliccio in questione non ci sono impronte, ma la Scientifica ha spiegato che la struttura è realizzata con un materiale sui cui non restano tracce. L’ipotesi dell’aggressione invece è supportata soprattutto da un altro dato dell’autopsia, che parla di “fratture costali anteriori e posteriori“. Non è escluso quindi che chi ha aggredito la Parisi abbia simulato il suicidio posizionando il corpo sotto il traliccio e sia anche responsabile della scomparsa del bambino.

La vicenda da quella mattina del 3 agosto

Questi i fatti. La mattina del 3 agosto la Parisi, deejay di 43 anni, esce da casa sua a Venetico, in provincia Messina, con il figlio Gioele Mondello. Al marito ha detto che sarebbe andata a Milazzo, a 20 km circa di distanza, in un centro commerciale per comprare le scarpe al bambino. Se ne va senza prendere il cellulare. Poi l’incidente: la macchina della Parisi urta un furgone in una galleria all’altezza di Caronia, procede fino all’uscita di galleria e si ferma in un’area di sosta con uno pneumatico forato. Pochi secondi dopo l’incidente, la donna con il figlio in braccio – come testimoniato da una famiglia lombarda che ha dato una svolta alle indagini domenica 16 agosto – scavalca un guard rail e si inoltra nelle campagne che si trovano vicino all’autostrada. Lascia la borsa in auto, con dentro soldi e documenti. Da lunedì 3 agosto cominciano le ricerche. Poi sabato 8 agosto viene ritrovato un cadavere: è irriconoscibile ma i vestiti e gli oggetti personali sono quelli della Parisi. Ma nessuna traccia del figlio. Dall’autopsia risultano fratture multiple, compatibili con una caduta dall’alto. Sul corpo ci sono segni di morsi di animali, forse selvatici.

Il mistero dunque resta. Quello che si sa è che la Parisi stava male, era peggiorata con il locdkdown – era molto turbata ed è stata ricoverata -, secondo i familiari voleva raggiungere la “Piramide della luce” perché voleva in qualche modo rinnovarsi a seguito di una crisi mistica – leggeva la Bibbia – non aveva detto nulla al marito perché voleva andarci da sola con il figlio, dal quale non si separava mai. Ma invece in qualche modo alla fine si sono separati. Si indaga sul come.

Ludovica Colli

4 Commenti

  1. […] Viviana soffriva di paranoia e accusava crisi mistiche, come hanno documentato i medici dell’ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto il 17 marzo scorso in un primo certificato sul suo stato di salute. Ora spunta un secondo documento medico sui problemi mentali della donna, che era stato compilato dallo stesso ospedale a fine giugno, a seguito del suo tentativo di suicidio. Ora la Procura sta indagando per scoprire perché la donna teneva quei due certificati nel cruscotto della sua macchina. Lì sono stati ritrovati dopo che la donna il 3 agosto ha scavalcato il guard rail della Messina-Palermo ed è scomparsa nella boscaglia con il figlio in braccio. […]

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