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Roma, 24 gen – Il tasso di divorzio globale, negli ultimi anni,  è aumentato del 251,8%. Secondo uno studio di Harvard, che ha preso in esame oltre 6.300 coppie sin dagli anni settanta, il tasso di probabilità aumenta esponenzialmente quando è l’uomo quello economicamente “debole” dei due.

Il fenomeno dagli anni settanta

La ricerca condotta da Alexandra Killewald, una professoressa di Harvard, ha raccolto dati per oltre quarantacinque anni. Dopo aver osservato tali dati, è emerso che, sebbene le coppie discutano e divorzino per molteplici ragioni, il tasso di probabilità di divorziare aumenta del 30% quando l’uomo è disoccupato. Non solo: anche le coppie in cui gli uomini lavorano part-time hanno un rischio maggiore di divorziare. Dunque, anche quando gli uomini svolgono piccoli lavori o rimangono disoccupati contro la loro volontà, il risultato è la perdita di fiducia da parte della partner che può comunque portare al divorzio in molti casi. Al contrario, invece, lo studio evidenzia come la mancanza di lavoro di una donna non porti quasi mai al divorzio.

Gender payment gap?

Certo, direte voi, ogni matrimonio è diversi e i risultati dello studio di Harvard presentano sicuramente alcuni distinguo. Lo studio non ha considerato, ad esempio, le coppie composte da uomini che hanno scelto volontariamente di prendersi cura delle loro famiglie mentre le mogli erano a lavoro. Ma un dato certo c’è: molto probabilmente la crescente indipendenza economica delle donne può essere una ragione dietro l’aumento dei divorzi. E questo nonostante molte menti femministe parlino sempre della profonda ingiustizia celata dalle differenze retributive tra uomo e donna, senza tenere conto delle differenti “fatiche” affrontate lavorativamente tra i due sessi; questo studio dimostrerebbe che però, quando l’uomo non fatica e non lavora abbastanza, molte donne non ci pensano due volte a dar il benservito per trovarsi una sistemazione migliore. E, apparentemente, questi cattivissimi maschi si fanno invece ben carico delle esigenze economiche della famiglia quando la moglie – giusto o meno che sia – non può lavorare.

Ilaria Paoletti

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