Roma, 9 nov – Può esistere una terza via tra il primitivismo gretino e il totale disinteresse per i problemi legati all’ambiente? La risposta del Primato Nazionale è senz’altro affermativa. È per questo che il mensile sovranista ha dedicato la copertina e un corposo focus al tema dell’ecologia, o meglio all’«ecologia futurista». L’obiettivo è quindi quello di rifiutare sia la misantropia catastrofista di marca gretina, sia l’approccio menefreghista di matrice reazionaria. Al contrario, serve un pensiero ecologista capace di coniugare vita e tecnica, natura e civiltà, ambiente e potenza.



Per un’ecologia futurista

Il focus di questo mese è aperto da un articolo di Adriano Scianca che demolisce il perno su cui si regge l’ambientalismo gretino: l’idea di una natura incontaminata e poi corrotta dall’azione dell’uomo. Al contrario, è proprio l’intervento dell’uomo che può tutelare la natura e armonizzarla con l’elemento antropico. Ma per questo, appunto, serve più – e non meno – tecnologia. Stesso discorso per l’energia nucleare, tema trattato da Giuseppe Vitale, che fa piazza pulita dei tanti luoghi comuni che si sentono ripetere da anni sull’argomento. Che fare, quindi? A questa domanda rispondono in maniera articolata anche i contributi di Gian Piero Joime, Carlomanno Adinolfi e Stefano Vaj.

Intervista a Daniele Capezzone

Oltre al focus, il Primato Nazionale è come sempre ricco di spunti e approfondimenti. A partire da un’analisi spietata della situazione politica attuale. Se Valerio Benedetti illustra i reali obiettivi di quella sinistra che periodicamente grida all’«emergenza fascismo», Adolfo Spezzaferro getta lo sguardo sulle recenti elezioni amministrative, individuando tutti gli errori commessi da un centrodestra in evidente difficoltà. Nel dibattito è intervenuto anche Daniele Capezzone, intervistato da Fabrizio Vincenti sul suo nuovo libro, Per una nuova destra, che traccia alcune coordinate necessarie per invertire la rotta e sconfiggere il nemico globalista.

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Gli approfondimenti del Primato Nazionale

Per il resto, tra i tanti contributi culturali del Primato Nazionale, si segnalano un articolo sul passato fascista di Alberto Moravia e la traduzione in esclusiva di alcuni frammenti dei Carnets rebelles di Dominique Venner: si tratta di una consistente raccolta di suoi appunti inediti, il cui primo volume è stato pubblicato da poco in Francia. Come sempre, inoltre, spazio alla folta galleria delle rubriche, che ospita gli interventi di Vittorio Sgarbi, Caio Mussolini, Alessandro Meluzzi, Matteo Brandi, Marco Scatarzi e tante altre autorevoli firme del sovranismo italiano. Chiude il numero la rubrica delle lettere, curata da Francesco Borgonovo, che risponde (e risponderà) alle domande poste direttamente dai nostri lettori. Da segnalare, infine, la possibilità di acquistare in abbinamento al mensile anche il terzo quaderno della collana «I Grandi Italiani», quello dedicato a Romolo, il fondatore.

Elena Sempione

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