Roma, 9 nov – Abbiamo analizzato dettagliatamente i dati sul coronavirus pubblicati settimanalmente dall’Istituto superiore di sanità nei “bollettini della sorveglianza integrata Covid-19”. Nel luglio scorso, avevamo già scoperto che i dati dell’Iss non corrispondevano a quelli del “bollettino quotidiano” del ministero della Salute. Per questo motivo, l’Istituto superiore di sanità aveva dovuto inserire una nota esplicativa nei bollettini. Ora, dopo la pubblicazione di diciannove “bollettini della sorveglianza integrata Covid-19”, si è consolidata un’altra consistente discordanza.



I dati sui decessi e i ricoveri in terapia intensiva dei vaccinati

Nel periodo compreso dal 18 giugno al 10 ottobre 2021, i vaccinati con ciclo completo deceduti sono stati 1.317 (37,90 per cento del totale). Durante il medesimo periodo, sono stati ricoverati in terapia intensiva 429 vaccinati con ciclo completo, il 18,51 per cento del totale. Ciò significa che il tasso di incidenza dei decessi sui casi positivi si attesta all’1,23 per cento, mentre quello dei ricoverati sui casi positivi allo 0,40 per cento. Ovvero, il primo è tre volte superiore al secondo. Lo stesso rapporto è decisamente differente nella categoria dei non vaccinati.

I dati pubblicati dall’Istituto superiore di sanità sembrerebbero suggerire che 888 persone decedute vaccinate con ciclo completo non siano in precedenza state ricoverate in terapia intensiva, nonostante in quello stesso periodo (dal 18 giugno al 10 ottobre) le terapie intensive non presentassero criticità. Quindi, abbiamo sottoposto tale problematica ai ricercatori dell’Iss che ci hanno risposto: “Le differenze sono dovute al fatto che un certo numero di soggetti muore senza passare dalla terapia intensiva, oppure ci è passato prima, poi è uscito e poi è morto. Tenendo conto di questi fattori non si riscontrano discordanze“. Se così fosse, ben 888 positivi al Covid-19 vaccinati potrebbero non aver ricevuto adeguate cure ospedaliere dalle strutture sanitarie italiane. Per fare chiarezza in merito a questa grave questione, attendiamo una dovuta e tempestiva spiegazione del ministero della Salute, del ministro Roberto Speranza, del presidente dell’Iss Silvio Brusaferro e del commissario straordinario Francesco Paolo Figliuolo.

Francesca Totolo

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1 commento

  1. Tre amici vanno a cena.
    Chiedono il conto.
    25 euro.
    10 euro ciascuno fanno 30 euro.
    Li danno al cameriere.
    Tornano indietro 5 euro.
    Ne prendono uno ciascuno.
    I restanti 2 euro li danno al cameriere.
    Tutto tranquillo ?
    No.
    Uno dei tre amici accusa gli altri due di aver rubato 1 euro.
    Sostiene.
    Ho cacciato 10 euro.
    Me ne è tornato uno indietro.
    La stessa cosa pure a voi.
    Quindi abbiamo cacciato 9 euro a testa.
    Siamo in tre.
    3 per nove fa 27.
    Più due al cameriere fa 29.
    Per arrivare a 30 che abbiamo cacciato all’inizio, manca UN EURO.
    Chi lo ha rubato ?

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