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Perché leggere un’autobiografia di un’attrice di secondo piano, famosa più per le sue liaison e gli scandali che per i ruoli interpretati? Le risposte a questo quesito sono diverse: spirito voyeuristico, masochismo, noia. Ma Asia Argento non è solo l’interprete di qualche film anni Novanta. È stata la faccia e la voce del movimento Me Too. La montagna femminista che ha partorito il proverbiale topolino, cioè la condanna per Harvey Weinstein, ma che ha dato anche il via al cataclisma della cancel culture. Tuttavia, leggendo Anatomia di un cuore selvaggio, al netto delle realtà processuali, vengono ancora più dubbi e perplessità su tutta la vicenda che ha visto coinvolti il produttore hollywoodiano e la nostra Asia.

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Questo articolo è stato pubblicato sul Primato Nazionale di maggio 2021

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Asia Argento: una famiglia sessantottarda

L’autobiografia della Argento inizialmente cerca di strappare a noi lettori un po’ di indulgenza nei suoi confronti e quasi ci riesce: parliamoci chiaro, la signora Aria Maria Vittoria Rossa Argento ha un po’ ragione nel dire che la sua infanzia – già raccontata nel suo secondo film da regista, Incompresa – non è stata esattamente un paradiso.

Figlia di Dario Argento e dell’attrice Daria Nicolodi, Asia è la figlia «di mezzo»: entrambi gli artisti hanno due figlie da relazioni precedenti e divorzieranno quando lei è alle elementari. Sebbene la Argento ripartisca tra i due le colpe di questa infanzia passata a fare la spola tra una casa e l’altra, è innegabile che chi ne esce peggio è la madre: alcolizzata, violenta, insensibile. Il regista di Profondo rosso, pur non meritando un premio in pedagogia, emerge come un artista indaffarato, un uomo di un’altra generazione che si arrangia come può con due figlie femmine.

Leggi anche – Asia Argento da Giletti: il Me too dalla farsa alla super farsa

Asia Argento, nella sua cultura a più riprese sputata in faccia al lettore sotto forma di un nozionismo decadente e melenso, non riesce a riportare un quadro più ampio: come si è giunti a questo scempio di famiglia, da che razza di cultura è originata? A volte, con un poco di lucidità, la Argento «bambina» prende la voce e denuncia…

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1 commento

  1. Per me è è una borgatara irrecuperabile e indelebile come i suoi orridi tatuaggi. Potrebbe pure abitare in Fifth Avenue o a Beverly Hills, ma il suo orgoglio coatto emergerà sempre facendosi largo di prepotenza. Chi di gallina nasce, convien che razzoli.

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