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Come ogni anno, il Gestore dei servizi energetici (GSE) fa il punto sulla produzione e sul consumo di energie da fonti rinnovabili nel nostro Paese, mettendo in relazione i dati raccolti con quelli degli altri grandi Paesi Europei. L’ultimo rapporto è uscito da poco, vediamo cosa è emerso. 

Sangue di Enea Ritter

Cosa dice l’ultimo rapporto sulle fonti rinnovabili del GSE

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Con il 18,2% di energie da fonti rinnovabili sul totale dei consumi di energia, l’Italia è stato l’unico Paese d’Europa che nel 2019 è riuscito a superare l’obiettivo fissato dalla Commissione Europea.

Tra i 28 Paesi dell’Unione (nel 2019 c’era ancora la Gran Bretagna), l’Italia si è piazzata al terzo posto per contributo ai consumi di energia da fonti rinnovabili – dietro solo a Germania e Francia – e la quarto per contributo ai consumi di energia complessivi. 

Lo dice il consueto report “Fonti Rinnovabili in Italia e in Europa”, recentemente pubblicato dal GSE, un documento nel quale vengono messi in rapporto i dati relativi alle energie rinnovabili in Italia con quelli del resto d’Europa. 

La quota del 18,2% di energia da fonti rinnovabili è risultata così ripartita: settore trasporti 9% (media EU 8,9%), settore elettrico 35% (media EU: 34,2%), settore termico 19,7% (media EU 20,5%). Vediamo la ripartizione in dettaglio.

Settore elettrico

Analizzando i dati relativi al settore elettrico, in Italia la quota dei consumi totali di energia elettrica provenienti da fonti rinnovabili si è attestata al 35%. A dare il maggiore contributo è stato il settore idroelettrico con il 41% del totale, seguito da fotovoltaico (21%), eolico (17%), bioenergie (13%) e geotermico (5%). 

Settore Termico

Se si guardano i dati relativi al settore termico invece, nel nostro Paese la quota di consumi complessivi di energia termica prodotti a partire da fonti rinnovabili è stata del 19,7%. A trainare questo trend positivo è la biomassa solida (principalmente legna e pellet per il riscaldamento domestico), seguita dalle pompe di calore. Ancora bassi i contributi provenienti da altre tipologie di fonti rinnovabili.

Settore Trasporti

La quota totale di energia proveniente da fonti rinnovabili utilizzata nel settore dei trasporti in Italia è stata pari al 9%, leggermente sotto l’obiettivo 2019 fissato dalla Commissione Europea, che era del 10%, ma comunque in crescita rispetto all’anno precedente (7,7%). 

Quale futuro ci aspetta? Ecco cosa può fare ognuno di noi

Questi dati sono molto incoraggianti, soprattutto se si guarda al recente passato. Basti pensate che tra il 2005 e il 2019 i consumi di energia da fonti rinnovabili sono raddoppiati.

La strada tuttavia è ancora lunga e gli obiettivi da raggiungere, dopo questo iniziale boom, saranno sempre più impegnativi.

Ognuno di noi, nel suo piccolo, può dare il suo contributo, acquistano energia green sul mercato libero. Lo si può fare rivolgendosi ai fornitori di energia elettrica abilitati alla vendita, in due modi: sottoscrivendo un contratto con un fornitore 100% green o scegliendo tra le diverse opzioni verdi di un fornitore tradizionale. 

In tutti casi, bisogna accertarsi che nel contratto sia stato messo nero su bianco che si desidera che l’energia provenga unicamente da fonti rinnovabili. 

Esistono diverse formule e tipologie di contratti, ma tutte devono riportare l’indicazione della certificazione direttamente in bolletta. Da quest’ultima, molto spesso, sarà possibile evincere anche a partire da quale tipo di energia da fonti rinnovabili provenga l’elettricità che entra in casa propria. Non solo, spesso una percentuale della propria bolletta verrà destinata a vari progetti di compensazione delle emissioni di CO2, che i fornitori di energia elettrica mettono in campo per per salvaguardare l’ambiente.

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