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Roma, 2 apr – Prima dei «fascio-fumetti», una volta c’era Raimo che, nello scrivere un libro-inchiesta sui giovani di estrema destra, compilava una bibliografia fatta quasi esclusivamente di voci Wikipedia. Poi sono arrivati Palladino, Tizian e Vergine sull’Espresso che, nella loro fantasmagorica inchiesta sui fondi occulti dell’internazionale nera provenienti un po’ da Putin e un po’ da Marine Le Pen, prendevano come fonti quasi unicamente post e foto di Facebook, tanto che nel rivelare nome e cognome dell’uomo di collegamento tra le trame internazionali indicavano in realtà un nickname del social, tra l’altro confondendo più volte due locali con nome simile come se fossero uno e arrivando così a conclusioni strampalate.



Le mirabolanti inchieste sui «fascio-fumetti»

Ma non preoccupatevi, c’è chi ha fatto di peggio. In un articolo di ieri della pagina satirica il Superuovo, viene ripreso l’articolo di Berizzi sui «fascio-fumetti», con tanto di indignazione sull’indottrinamento ai poveri giovani indifesi. Il problema è che l’autore del pezzo, Jacopo Maienza, non solo dimostra che, come Berizzi, non ha mai letto i fumetti di cui parla, ma dimostra anche di non essere riuscito a capire neanche l’articolo stesso di Berizzi. Il pezzo infatti è un enorme sfogo di indignazione verso il fumetto Foiba Rossa di Emanuele Merlino, edito da Ferrogallico e distribuito in alcune scuole italiane grazie all’iniziativa di alcuni sindaci e assessori. La colpa del fumetto? «Cambiare la realtà dei fatti che fu ben diversa», secondo Maienza. Infatti, per l’autore, nella graphic novel sulle foibe sarebbe presente Mussolini raccontato come eroe ma anche cacciatori di teste che gridano «hail» richiamando il saluto hitleriano e soprattutto l’immigrato assassino con machete insanguinato. «Fa riflettere la scelta di questa lettura come regalo per gli alunni per il giorno del ricordo», dice indignato Maienza.

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Berizzi e Superuovo pari sono

Il problema è che un distratto Maienza sembra aver preso a caso diverse frasi dall’articolo di Berizzi – il copia incolla è evidente dal fatto che usa le stesse parole – facendo un mix un po’ confusionario. Neanche lo stesso Berizzi infatti era riuscito a dire che in Foiba Rossa fossero presenti Mussolini o addirittura tagliatori di teste o immigrati assassini. Nell’articolo di Repubblica, in realtà, si faceva una carrellata di tutte le pubblicazioni Ferrogallico tra cui, oltre a Foiba Rossa, anche Benito Mussolini – La mia guerra (che non è la storia di «Mussolini raccontato come un eroe», ma i diari di guerra di Mussolini stesso, ma questo evidentemente non lo sanno né Berizzi né Maienza, anche se per saperlo bastava andare sulla pagina del fumetto) e Adam – Una storia di immigrazione, graphic novel a firma di Francesco Borgonovo. Nessuna traccia invece nelle pubblicazioni Ferrogallico di tagliatori di teste che gridano «hail». Forse si tratta di qualche fumetto pubblicato in Germania dalla Hydra, casa editrice che ha permesso a Berizzi di parlare di nuovo patto Roma-Berlino (a cui si starebbe aggiungendo anche Tokyo non si sa bene come), ma evidentemente chi ha passato le notizie a Berizzi è stato poco chiaro, e quindi anche questo è finito prima nel calderone di Repubblica e poi in quello ancor più confuso del Superuovo, che ha mischiato tutto come fosse un unico fumetto.


La frase «almeno leggi quello di cui stai scrivendo o parlando» oramai è trita e ritrita, e potrebbe anche risultare noiosa. Eppure ci sentiamo di dare almeno un consiglio ai ragazzi di Superuovo: se non riuscite ad andare alle fonti dirette, almeno provate a leggere e soprattutto a comprendere i testi che parlano di loro e che volete riprendere. Altrimenti poi risulta molto difficile parlare di analfabetismo funzionale dei fasciosovranisti…

Carlomanno Adinolfi

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