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Roma, 24 feb – Sarebbe bello avere a disposizione, per interpretare la realtà circostante, l’opinione fuori dagli schemi di un opinionista che magari rifiuta di piacere ai più, agitando il proprio pensiero nella palude marcescente che è la sempre retorica opinione pubblica italiana. Camillo Langone, fra le altre cose ideatore curatore del premio “Eccellenti Pittori”, è uno scrittore che infrange quotidianamente la vetrina del politicamente corretto, mettendo in discussione le banali certezze degli opinionisti un tanto al chilo, e che ci ha concesso parte del suo tempo per rispondere a qualche nostra domanda sull’attualità, sulla sua vita, sulla vita di tutti noi in un clima di repressione del pensiero difforme e delle abitudini non omologate.

I suoi libri, le sue opere segnano un nuovo solco nel senso contrario di quello maggioritario, sebbene, come dirà lui, “remare contro corrente non è il mio ideale di vita, si fa troppa fatica”, alla faccia dei pensatori impegnati che oggigiorno intendono accollarsi le sorti della lontana umanità e del pianeta Terra. Il suo profilo Instagram narra una vita in controtendenza: bottiglie di vino italiano, sebbene l’allarmismo salutista statale ci vorrebbe tutti sobri; succulenti piatti di carne, nonostante la vulgata vegana metta all’indice chiunque osi ancora porre gli animali su un piano di inferiorità rispetto al nostro; la liturgia tradizionalista nell’epoca bergogliana che trasforma le parrocchie nei cavalli di Troia dell’invasione; Italia, borghi sperduti, particolari luminosi che all’estero non trovi ma che nell’epoca dell’Erasmus e della migrazione come stile di vita vengono sistematicamente ignorati o indicati come sintomo di grettezza. E, dato che lui quando vide la sua patria invasa si rifugiò nel lambrusco, oggi noi ci rifugiamo in Camillo Langone.

L’invasione di cui parli nel Pensieri del Lambrusco prosegue e non è mai finita: continuare a berlo rimane un valido rimedio per non soccombere?

Sì, continua imperterrita, nel generale oblio degli indigeni. Il lambrusco – lo ricordo sempre, probabilmente l’unico vero vitigno autoctono italiano, presente sul nostro suolo ab immemorabili, ben prima dei vitigni provenienti dalla Grecia – è un rimedio spirituale, edonistico e culturale ma non so quanto valido. Temo sia insufficiente ma purtroppo non me ne sovvengono molti altri.

Che rapporto hai con la depressione, dato che nelle tue Preghiere scorgiamo almeno una vicenda al giorno di cui ti rammarichi?

Accidenti, davvero hai questa sensazione? Eppure non mi considero depresso. La depressione mi ricorda gli psicanalizzati, le persone sotto psicofarmaci, e io non appartengo a quelle categorie. Semmai sono malinconico. Ma non sempre. E comunque spesso scrivo elogi. Anzi, vorrei scrivere elogi tutti i giorni…

Cosa pensi del messaggio cristiano che i governi di sinistra che si susseguono affermano di veicolare, e secondo loro è composto da immigrazione incontrollata e tassazione sfrenata?

Ovviamente col cristianesimo non c’entrano nulla, il cristianesimo è solo la copertura della loro cupio dissolvi. C’è da dire che il clero tiene loro bordone… La responsabilità dei religiosi è ben più grave di quella dei politici: il politico deve servire, per statuto, le ignobili masse, mentre il religioso deve servire Dio. La presente apostasia è molto più grave del sempiterno machiavellismo.

Veganesimo, animalismo, astemismo sono le colonne portanti della nuova idolatria che si sta abbattendo in Occidente?

Per quanto riguarda l’astemismo, il puritanesimo antialcolico, è una tendenza forte ma con qualche piccola controtendenza e dunque la situazione non mi è chiarissima. Invece per quanto riguarda veganesimo e animalismo non ho dubbio alcuno e la mia risposta è sì. Sono due sfumature, due quasi sinonimi dell’antiumanesimo che ormai ha preso il potere, anche se pochi se ne sono accorti. Le persone comuni tifano Destra/Sinistra, Milan/Inter, Bergoglio/Ratzinger: inebetite da questi manicheismi non capiscono le leggi che ostacolano la sperimentazione animale o l’abbattimento dei cinghiali, e che perciò antepongono la bestia all’uomo…

Il tuo perpetuo remare contro corrente, anche a costo di attirarti addosso le peggiori accuse, è per te fatto di vanto? Sei un uomo di nicchia e che vive in una nicchia?

Ancora una volta devo dire accidenti: sono l’uomo più accidioso che conosca, remare contro corrente non è il mio ideale di vita, si fa troppa fatica… Il mio non è un remare ma un ragionare: del resto se un intellettuale non ragiona come può definirsi tale? Dunque sì, mi vanto di ragionare, in un mondo di scrittori, professori, redattori che se ne guarda bene. Sì, a giudicare dalle vendite dei miei libri sono un uomo di nicchia ma non me ne compiaccio e sogno di scrivere un romanzo d’ammore, mi raccomando le due emme, che venda tantissime copie.

Lorenzo Zuppini

1 commento

  1. ..occorre un virus, spietato, che sappia attaccare in modo selettivo i “sinistri” individui..i quali, sicuramente, hanno in sé tare genetiche individuabili dal killervirus…✳✳✳

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