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Roma, 13 gen – Tra presidenti Usa, comunisti italiani e compagnia bella Facebook ha trovato il tempo di censurare anche un capitello corinzio romano perché violerebbe gli standard sul nudo della piattaforma.

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Un capitello troppo “sensuale” per Facebook

Lo denuncia una pagina Facebook a tema “architettonico”, dal nome Dottrina dell’Architettura. Questa mattina in un post alquanto ironico, si leggeva: “Censurata la foto di un capitello corinzio romano … con la motivazione che violerebbe gli standard della community in materia di nudo e atti sessuali“. L’admin della pagina, l’architetto David Napolitano, commenta così la decisione di Facebook: “Le opzioni sono tre: i responsabili della rete sociale sono dei simpatici buontemponi; il famigerato presunto algoritmo che gestirebbe la congruità delle pubblicazioni necessita di un’urgente revisione; la faccenda della censura sta decisamente sfuggendo di mano”.

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Facebook capitello

Il pericolo delle segnalazioni per le pagine

Cosa ci sia di così conturbante in un – pur bellissimo – capitello corinzio romano dal punto di vista sessuale a noi non è molto chiaro. Certo, le forme sinuose degli spirali di acanto sono senz’altro sensuali ma non di certo osceni – vista la percentuale di chiappe al vento e bocche a culo di gallina che appaiono costantemente nei profili di Facebook questa è roba da educande. Cosa sarà accaduto, quindi? Qualche simpatico segnalatore invidioso ha approfittato di una falla dell’algoritmo o l’intelligenza artificiale di Facebook ha così innalzato il livello di guardia sulle immagini esplicite da scambiare una colonna per … qualcosa di diverso (non vogliamo sapere cosa). Ai posteri l’ardua sentenza se ce ne sarà mai una. Giova ricordare che segnalazioni di questo tipo, sebbene a noi facciano ridere, possono portare alla sospensione di alcune attività per le pagine Facebook fino al cosiddetto shadow ban che di fatto rende impossibile trovare i contenuti sulla piattaforma, vanificando mesi se non anni di lavoro degli admin e dei divulgatori.

Ilaria Paoletti

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1 commento

  1. C’è l’ algoritmo automatico e semi-automatico! Dietro quest’ ultimo si può trovare un bipede semi-ipnotizzato, rincoglionito “traduttore” dietro al monitor, che allertato nel momento meno opportuno ha cliccato, censurando un soggetto piuttosto che un’ altro… Scherzetti biforcuti, digitali.

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