Il Primato Nazionale mensile in edicola

Macerata, 13 gen – Per le femministe italiane è sufficiente avere delle posizioni più caute sull’aborto che si può essere minacciati di morte. Lo dimostra la vicenda dell’assessore alla Cultura, all’Istruzione e alle Pari Opportunità della regione Marche Giorgia Latini.

Latini, assessore leghista, e l’aborto

Insulti sui social e cartelli minacciosi anche dal vivo sono comparsi contro la Latini che fino a pochi mesi fa deputata della Lega e ora è assessore della giunta marchigiana. Le reti per il diritto all’aborto hanno affisso ieri vari cartelli davanti alle cliniche abortive delle Marche per “difendere” tale pratica da chi – come la Latini – non ha mai detto di volerla vietare ma nemmeno di renderla un passaggio tra porte scorrevoli come vorrebbero loro.

Le femministe: “Bruciargli casa”

In una di queste manifestazioni delle femministe, che trovano il supporto anche nella pagina Facebook del movimento Non una di meno, è apparso un cartello di minaccia nemmeno troppo velata:  “La storia ce lo insegna: andiamo a bruciargli la casa”. Pensate solo se ciò fosse successo a parti inverse, ovvero se qualche esponente dell’opposizione di governo avesse scritto un simile cartello rivolto ad una femminista. Ironicamente, è giusto il caso di appuntare che nel mondo degli asterischi e dei pronomi gender, visto che l’assessore è una donna, la minaccia doveva essere scritta così: “bruciarle la casa”.

“Non mi faccio intimidire”

La Latini, che ha ovviamente incassato la solidarietà del presidente della regione Marche Francesco Acquaroli, non si scompone e sembra voler lasciar correre: “Non presenterò alcuna denuncia, ma di sicuro non ho intenzione di lasciarmi intimidire da minacce e insulti, quelle scritte si commentano da sole”.

Ilaria Paoletti

La tua mail per essere sempre aggiornato

3 Commenti

  1. beh,se gli serve una mano per difendersi dalle femministe basta che lo dica:
    c’è un ESRCITO di uomini,che non vede l’ora di avere un buon motivo per
    spettinarle a dovere…

  2. C’è poco da scherzare su queste cose. Non mi inoltro in particolari ma il rogo di Primavalle è stato l’ inizio!!

Commenta