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Roma, 19 ott – «Tutti gli uomini hanno diritto ad avere paura; però, quando uomo sceglie la politica e nella politica emerge come uomo di Stato, come uomo rappresentativo dello Stato, non perde il diritto ad avere paura ma perde il diritto a mostrare la paura». Così diceva Indro Montanelli nel ciclo di interviste riguardanti la storia dell’Italia del ‘900 rilasciate ad Alain Elkann negli anni ’90. Un monito, questo, da cui traspira onore e dignità, un monito che rappresenta una visione dello Stato e della classe politica ben lontana, purtroppo, da quella che caratterizza l’attuale contesto. Montanelli pronunciava questa frase riferendosi alle lettere scritte da Aldo Moro durante la sua prigionia, lettere in cui Moro implorava, minacciava, supplicava, chiedeva aiuto; lettere da cui traspariva, chiara, quasi palpabile, la paura di Moro per la sua situazione.

L’onore e l’onere del comando

Oggi questo monito dovrebbe essere rinnovato, dovrebbe essere tenuto bene a mente dal nostro Parlamento, da coloro che, oggi, rappresentano lo Stato. Non sembra, però, che sia così. Chi decide di assurgere a decisore, in politica, si assume dei rischi, i rischi di coloro che decidono per gli altri; e, quando questi rischi si concretizzano in un effettivo pericolo, deve affrontare tale pericolo a testa alta. Chi rappresenta lo Stato non può umiliarsi; il mantenimento della sua dignità corrisponde al mantenimento della dignità dello Stato. Comandare è un onore; ma è anche un onere (e se non è tale vuol dire che si sta governando male, con superficialità). Ci sono stati uomini, in passato, che hanno saputo morire da uomini, uomini che hanno guardato in faccia il loro destino, seppur crudele, manifestando, nel momento estremo, il loro amore per la patria, il loro orgoglio di italiani: «adesso vi faccio vedere come muore un italiano», ha gridato Fabrizio Quattrocchi alla telecamera, pochi secondi prima di essere ucciso da tre colpi di pistola sparati da un gruppo di fondamentalisti islamici, in Iraq, nel 2004.

«Fatto prigioniero, conscio della sorte che ormai l’attendeva, serbò, fino all’ultimo, contegno meravigliosamente sereno, e col grido forte e ripetuto più volte dinnanzi al carnefice di “Viva l’Italia!” esalò l’anima nobilissima, dando impareggiabile esempio del più puro amor di patria»: queste le parole di Vittorio Emanuele III, in occasione del conferimento della medaglia d’oro al valor militare alla memoria alla madre di Nazario Sauro, impiccato dagli austriaci nel 1916. Solo due esempi, fra i molti che si potrebbero citare. Eroi, questi, ricordati dalla Storia. Al loro fianco, però, ce ne sono molti altri, anonimi, ma allo stesso modo esemplari. Ricordiamoci dei soldati di Vittorio Veneto e di Caporetto, dei soldati italiani in Russia; ricordiamoci, oggi, di (certi) medici, morti lavorando in corsia e trattati a pesci in faccia dagli uomini e dalle donne che ci comandano, uomini e donne che non sono nemmeno in grado di organizzare un migliaio di terapie intensive, di organizzare i trasporti, uomini e donne che non sanno che chiedere sacrifici a un’Italia ormai in ginocchio.

Alcuni codardi vogliono chiudere il Parlamento

L’abnegazione è eroica nell’uomo comune; ma è un imperativo in chi comanda. Chi comanda ha il dovere di sacrificarsi per la collettività; altrimenti, comandare è troppo facile, troppo comodo. Considerazione, questa, che si scontra con la realtà dei fatti, con l’azione del governo che, preso dal panico, non solo massacra l’economia italiana grazie a un delirio normativo, come lo ha definito Massimo Cacciari, dettato da un delirio emotivo che non lascia più spazio alla ragione, ma che addirittura propone il voto a distanza per poter continuare la sua attività in totale sicurezza. La richiesta di votare a distanza è stata avanzata da alcuni esponenti del Parlamento: l’argomento è che senza il voto a distanza, il Parlamento dovrà chiudere per il propagarsi del covid fra i suoi membri. Richiesta bocciata dall’opposizione, che si oppone all’idea del voto a distanza e chiede, invece, una parziale – e non completa – sospensione di alcuni dei lavori del Parlamento (in particolare, chiede di sospendere la discussione sulla legge contro l’omofobia), una controproposta, questa, in linea con quanto stabilito dalla Costituzione, che prevede, appunto, la presenza fisica dei parlamentari, come sottolineato, anche, dal Presidente della Camera Roberto Fico.

Non tutti, ovviamente, hanno sostenuto l’ipotesi di momentanea chiusura del Parlamento: Mariastella Gelmini, pur essendo positiva, ha ribadito la necessità di tenere aperto il Parlamento; e così hanno fatto molti altri, di differenti orientamenti politici. Ma il solo fatto di aver proposto un’idea simile è grave; e aggrava la crisi della democrazia cui si sta assistendo. Non soltanto, come hanno sottolineato molti illustri giuristi e politologi, si sta abusando del Dpcm nell’azione di governo; non soltanto le disposizioni contenute nei Dpcm violano in molti casi i diritti sanciti dalla Costituzione; non soltanto i Dpcm invadono persino la sfera privata dei cittadini; addirittura, ora, si propone di chiudere il Parlamento! Proposta che sa di sospensione della democrazia; e che sa, soprattutto, di codardia. Una proposta che va ad aggiungersi a varie proposte e osservazioni che la dicono lunga sull’atteggiamento del governo e sullo spirito con il quale sta affrontando la situazione. Se ne sono sentite di belle: da Speranza che invita alla delazione, a Conte che rassicura gli italiani circa il fatto che la polizia non entrerà nelle loro case. A queste, si aggiunge l’ultima trovata: chiudiamo il Parlamento, perché abbiamo paura! Ecco come i profeti della responsabilità e dell’abnegazione, i sostenitori della tutela della salute a tutti i costi (anche a costo di milioni di famiglie distrutte dalla povertà, di madri e figli abbandonati, di disoccupazione dilagante, di traumi psicologici, di rabbia sociale) reagiscono quando sono toccati in prima persona dal rischio.

Edoardo Santelli

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3 Commenti

  1. E’ da ritenersi anche che il sino-virus consente a molti di tentare di mangiare ad ufo, senza neppure fare la fatica di parassitare! Chi ha mezzi e conoscenza (la paura è mancanza di conoscenza), sa benissimo come affrontare un rischio di fatto minimo. Non affiancherei certi nomi eroici a figure perlopiù squallide.

  2. quoto ogni parola di questo articolo,come l’avessi scritta io.

    abbiamo bisogno di guerrieri,in questo sfortunato paese:
    abbiamo bisogno di gente che ha il coraggio di alzarsi e combattere
    TUTTI i giorni per far funzionare bene le cose…
    anche quando rischiano di persona,per farlo.

    pochi mesi fa,
    la nostra intera classe medica è stata messa alla prova:
    SAPEVANO quello che rischiavano,
    SAPEVANO che il costo in vite umane sarebbe stato alto,e
    SAPEVANO che dietro di loro c’era il diluvio…
    MA NON SI SONO TIRATI INDIETRO:
    perfino gente che era in pensione da anni,
    perfino gente che aveva gravi problemi di salute di suo…
    si è alzata in piedi a fare il suo dovere,
    e tutti insieme hanno superato la prova con IMMENSO onore,
    pagando un CARO prezzo in sacrifici e vite umane….
    e dando una tale lezione di grandezza,generosità,senso del dovere ed eroismo
    a tutti noi,da risollevare quasi da soli l’orgoglio e l’onore di un intero popolo.

    ….

    è un VERO peccato,che la classe politica italiana si ostini a grufolare nelle stalle,
    invece di prendere esempio da
    questa gente…..
    e ricominciare a volare alto.
    mi chiedo spesso ultimamente,
    ma non hanno un pò di orgoglio?
    un pò di dignità?
    un pò di SANGUE,nelle vene?
    dico,
    COME FANNO,a sopportare di non fare gli interessi del paese,
    dopo questo esempio?

  3. Il parlamento va chiuso per paura del covid-19 ?
    No va chiuso e basta.
    Ci bastano Conte, di Maio e Zingaretti.
    Anzi no, basta solo Conte.

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