Roma, 12 giu – Quel convegno non s’ha da fare, puzza di destra, odora di fascismo, c’è qualcosa che stona e ci turba, non sia mai che l’altro da noi affronti temi scottanti per noi. Potrebbe insomma rubarci il terreno a noi più caro e strombazzato ai quattro venti: la cultura. Avranno pensato questo i soliti, immarcescibili censori di sinistra, pronti sempre a mettere all’indice idee e pensatori non graditi al pensiero unico. Come da copione eccovi allora la solita operazione di boicottaggio da tirar fuori in questi casi.

Invece di sedersi a riflettere e magari decidere di partecipare a un convegno interessante e affatto banale, lor signori hanno levato gli scudi scatenando una poco nobile bufera contro  “Identitas: uguali ma diversi”, incontro che si terrà a Udine sabato 15 giugno alle 16:30 presso la sede del salone del Parlamento, in Piazzale Patria del Friuli. L’ex sindaco della città friulana, Furio Honsell, non ha perso tempo per dire la sua (fesseria), parlando di “inopportunità di accogliere un relatore che esprime un pensiero di destra, anti-illuminista”. Chiaro il riferimento ad Aleksandr Dugin, oggetto in questi giorni di una serie di incredibili e al contempo vergognosi attacchi da parte della sinistra intellettò.

Chomsky si sfila: “Mi dispiace ma non ho scelta”

Da notare che secondo il “compagno” ex sindaco non è opportuno far parlare, lo ha detto senza mezzi termini, chi “esprime un pensiero di destra”. Un’interessante esegesi della Carta costituzionale insomma, la libertà di espressione vale quindi solo per chi si definisce di sinistra. Il rosso baronato accademico avrebbe poi fatto pressioni su Noam Chomsky, la cui partecipazione al convegno era prevista con un intervento multimediale. Il linguista statunitense, come riportato stamani da Libero, di fronte a queste pressioni, ha ceduto: “Dopo molte lettere di scienziati italiani che mi spiegavano il contesto in cui si svolgerà la conferenza, ho deciso di non partecipare. Mi dispiace ma non ho scelta”. Così Chomsky ha scritto all’organizzatore dell’incontro, l’editore e filosofo Emanuele Franz.

Quest’ultimo ha spiegato, sul proprio profilo Facebook, come sono andate le cose: “Nonostante io abbia insistito con lui (Chomsky, ndr) facendogli presente che il mio scopo era avere un punto di vista come il suo per garantire la molteplicità dell’espressione lui mi ha risposto ‘non ho scelta’. Questa ahimè è la democrazia. Impedire a un relatore di partecipare a un convegno facendogli pressione è disdicevole, è un attentato al pensiero; gli unici e i soli a volere un pensiero unico sono coloro che vogliono impedire questo Convegno”. Altro che pluralismo, confronto, importanza della cultura per combattere la barbarie. A sinistra prevale la sindrome della psicopolizia. Roba da gendarmeria orwelliana.

Eugenio Palazzini

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