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Milano, 14 set – Finita al centro delle polemiche per i suoi sproloqui sul fascismo e le presunte connessioni “culturali” con l’omicidio di Colleferro, per Chiara Ferragni adesso arriva il “soccorso rosso” del marito Fedez. Il rapper, che a differenza di sua nonna Luciana non è un nostalgico del Ventennio, se l’è presa con Giorgia Meloni, i giornali di destra e i militanti di CasaPound. “Non ce la faccio a stare zitto”, spiega nelle sue storie di Instagram e, facendo proprio riferimento agli attivisti della tartaruga frecciata dice: “Loro che si sono sempre definiti “fascisti del terzo millennio” negano che ci sia un problema di cultura fascista in questo Paese, ma che il problema sarebbe il modello Chiara Ferragni-Fedez perché i criminali si ispirerebbero a noi”.

La sociologia spicciola funziona solo a senso unico

Sostanzialmente il rapper un tempo molto vicino ai 5 Stelle semplifica alcuni elementi della polemica riguardanti i Ferragnez. Ad entrare a gamba tesa nella questione legata all’omicidio di Willy Monteiro è stata proprio la regina delle influencer. Nonostante fin da subito gli inquirenti abbiano escluso moventi razziali o politici, la Ferragni se ne è uscita con la questione della “cultura fascista”. Come lei hanno fatto altri giovani vip di casa nostra, probabilmente per seguire la voga Usa stile Black lives matter dove le categorie fascismo/antifascismo sono utilizzate un po’ ad minchiam. Qualcuno, garbatamente, ha fatto notare alla Ferragni che se proprio bisogna fare della sociologia un tanto al chilo,  allora tanto vale ricercare proprio negli influencer, nei rapper e nei riferimenti più in voga tra i ragazzi d’oggi, i cosiddetti modelli negativi. E sempre con altrettanto garbo è stato ravvisato che uno dei presunti assassini di Willy Monteiro è proprio un fan di Fedez. 

Insomma a compiere una mezza supercazzola è proprio Fedez che, dopo aver puntato il dito a casaccio contro il fascismo, si lamenta se qualcuno prova ad utilizzare la stessa sociologia spicciola dei Ferragnez per criticare influencer e trapper. “I modelli culturali che ci venivano propinati 30 anni fa erano meglio? Credete che Non è la Rai abbia contribuito all’emancipazione della donna?”, chiede retoricamente Fedez nelle sue storie su Instagram. “Credete che vent’anni di Grande Fratello non abbiano contribuito alle smanie narcisistiche di questa società? Siamo figli vostri, figli dei vostri padroni a cui avete leccato il culo per anni”, dice sempre il rapper lanciando accuse un tantinello generiche.

Fedez e il fumetto con la copertina stile piazzale Loreto

Sempre nelle sue storie il marito di Chiara Ferragni ha alternato queste controverse riflessioni sociologiche con alcune provocazioni antifasciste. Rivolgendosi a Giorgia Meloni le ha consigliato di leggere Quando c’era lui, il fumetto con Benito Mussolini a testa in giù in copertina, tra i fautori dell'”operazione simpatia” relativa al massacro di piazzale Loreto. A Carlotta Chiaraluce, coordinatrice di CasaPound nel X Municipio di Roma, che su Twitter ha criticato la scelta di Fedez di rifarsi al discusso fumetto edito da Shockdom, il rapper ha contestato di sostenere che “con Mussolini si andava tutti felicioni per manoi a fare il militare”. Concetto che tra l’altro non è stato mai espresso. Ma si sa, del resto la realtà non va molto di moda di questi tempi.

Davide Di Stefano

7 Commenti

  1. Questo soggetto dovrebbe ringraziare le orde di dementi ignoranti che lo hanno fatto diventare famoso, idem la consorte, gentaglia che è diventata ricca e famosa basando le loro carriere sul nulla

  2. Guardando il suo viso mi sono venuti dei sospetti, o questo tizio ha tendenze omo erotiche o è una donna transgender. I tratti del volto sono estremamente femminili, anche la voce è abbastanza sospetta.

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