palahniuk_lullabyMilano, 24 mar – “Wanna hear a culling song?”. Volete ascoltare la canzone dello sterminio? (Dall’inglese “cull” riferito solitamente all’abbattimento selettivo di animali per limitarne il numero. In questo caso ovviamente l’animale in questione è l’uomo). È con queste parole che Chuck Palahniuk annuncia tramite social network l’acquisizione dei diritti del suo quinto lavoro, Lullaby (Ninna nanna), per la realizzazione del terzo film tratto da uno dei suoi romanzi.

L’operazione è stata condotta dal produttore Josh Leake e dal regista americano Andy Mingo. Quest’ultimo, non particolarmente noto, ha da poco realizzato proprio un cortometraggio tratto da una delle short-stories dell’autore di Portland – Romance, contenuta nella raccolta Make Something Up: Stories You Can’t Unread – ancora inedita in Italia. E dalle indiscrezioni riportate online, pare che la trasposizione risulti in buone mani, considerando che sarà lo stesso Palahniuk a partecipare alla stesura della sceneggiatura con il regista.

Dopo Fight Club di David Fincher, il film che ha consacrato la grandezza dello scrittore statunitense diventando cult generazionale – e per il quale è in uscita un sequel in formato graphic novel – e l’ottimo ma ciononostante meno dirompente Soffocare di Clark Gregg, un nuovo adattamento cinematografico per l’ormai universalmente celebre narratore, sempre più conscio della forza comunicativa delle sue opere. Ed in effetti Ninna Nanna ben si presta a questa manovra.

La storia – che ha avuto gestazione proprio nel periodo intercorso tra l’efferato omicidio del padre dello scrittore e della sua compagna, e la successiva condanna a morte dell’ex-marito della donna – riflette appieno tutti i canoni della scrittura “Palahniuk-iana”: protagonista della vicenda è Carl Streator, solitario giornalista vedovo. Lavorando ad un reportage sulla sindrome della morte improvvisa di neonati, il reporter scopre un terribile nesso. In tutti i luoghi in cui sono morti dei bambini è stato ritrovato il libro “Poesie e filastrocche da tutto il mondo” immancabilmente aperto su una nenia africana usata per dare la cosidetta dolce morte. Il canto si rivela un’arma micidiale. Besterà leggerlo a voce alta o solo recitarlo mentalmente verso qualcuno per decretarne la fine. Così Carl, diventato più o meno involontariamente un serial killer, si associerà ad un’agente immobiliare per distruggere tutte le copie esistenti del libro.

Naturalmente, al di la del plot magistralmente costruito, è come sempre la scrittura di Palahniuk a rendere il libro un’eccezionale manifesto di letteratura post-moderna. Per cui ne consigliamo vivamente la lettura, considerando che il tempo a disposizione non mancherà prima di poter vedere in sala il lavoro finito: l’inizio delle riprese è infatti previsto per i primi mesi del 2016. Tempo più che sufficiente per ripassare qualche vecchia filastrocca.

E voi, non volete ascoltare la canzone dello sterminio?

Davide Trovato

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