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Roma, 10 feb – Le foibe. Una delle pagine più drammatiche della nostra nazione e a tutt’oggi le vicende che intercorsero tra il 1943 ed il 1945, nell’Italia del nord-est, sono oggetto di approfondimenti e dibattiti. Per lungo tempo i fatti accaduti durante quegli anni non hanno calcato la memoria delle ricorrenze. Parliamo delle Foibe e degli esuli Istriani, fiumani e dalmati.



Cosa sono le foibe?

Le foibe sono delle depressioni carsiche, voragini rocciose, create dall’erosione dell’acqua nel corso del tempo. Vengono definiti, dal Battaglia, come “[…] abissi verticali e cupi cunicoli che si perdono nel silenzio delle profondità terrestri, caverne immense, tortuose gallerie”. Si contano circa 1700 foibe nel territorio istriano. Questa descrizione potrebbe ,apparentemente, illustrare una particolare formazione del suolo, tuttavia le foibe vengono conosciute per un motivo diverso da quello geologico. Dal latino “fovea”, fossa, la foiba fu macabramente usata per compiere alcuni massacri ed eccidi. Si stima che alcune di queste depressioni naturali abbiano una profondità di 200 metri, un baratro senza luce , una caduta nel buio quasi come il peggiore degli incubi.

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L’orrore inizia dal ‘43

Il crollo del regime fascista, con l’armistizio dell’8 settembre, provoca una serie di reazioni a catena che coinvolgono anche il nord-est. Il 13 settembre 1943, a Pisino venne proclamata l’annessione dell’Istria alla Croazia. Tribunali d’occasione che rispondevano ai partigiani dei Comitati popolari di liberazione, proclamarono diverse di condanne a morte. Le vittime furono non solo appartenenti al regime fascista ma anche oppositori politici oppure, perfino, semplici personaggi in vista della comunità italiana e potenziali nemici del futuro Stato comunista jugoslavo che s’intendeva creare. La pratica era cruenta ed alquanto disumana, i condannati venivano legati per le mani con del fil di ferro e portati nei pressi delle foibe. Non venivano eseguite delle esecuzioni di massa con l’uso di armi da fuoco, il rituale, spesso descritto, prevedeva l’uccisione dei primi malcapitati che in prossimità della fossa, cadendo in essa, trascinavano gli altri a loro volta legati. Alcune uccisioni sono rimaste nel ricordo, in modo particolare, come quella di Norma Cossetto. La foiba di Basovizza fu invece l’emblema delle cruenti esecuzioni delle vittime “infoibate”. Oggi un monumento all’aperto simbolo delle atrocità e del ricordo.

Le vendette titine e gli esuli

Nelle terre d’Istria e Dalmazia tra il 1943 e il 1945 migliaia di italiani furono costretti a lasciare le proprie regioni. Le stime attuali rivelano che dal 1944 al 1958 più di 250.000 persone furono costrette ad abbandonare le proprie case e le proprie terre. Nel 1947 accadde un episodio singolare, ricordato dalla storia come il ‘treno della vergogna’.
La vicenda riguarda alcuni esuli provenienti da Pola che arrivati nel porto di Ancona, proseguirono il viaggio in treno fino a La Spezia. Gli sventurati, nonostante la tremenda condizione, non ricevettero la solidarietà che si sarebbero aspettati. Nei pressi di Bologna, durante il viaggio partito da Ancona, il treno sui viaggiavano gli esuli venne preso a sassate da ferrovieri comunisti.

Le foibe e il Giorno del Ricordo

Come è stato possibile che questi tremendi eccidi nonché le umilianti opere di esodo, siano stati “dimenticati” per quasi sessant’anni? La legge n.92 del 30 marzo 2004 ha ufficialmente istituito il Giorno del Ricordo. La legge Menia, dal primo firmatario Roberto Menia, riporta nello specifico: “La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale “Giorno del ricordo” al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.” La risposta alla domanda iniziale è sicuramente da ricercare nei meandri storici, labirintici e poco chiari, che le forze politiche e sociali hanno preferito non evidenziare fino al crollo del muro di Berlino. Per molto tempo le Foibe, altro non furono che una reazione alla guerra d’aggressione fascista. Ma l’unica colpa dei martiri delle Foibe fu quella di essere Italiani.

Rosario Lanzafame

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5 Commenti

  1. Tito, Tito maresciallo assassino,
    quanti fratelli hai infoibato ?
    Quanti innocenti hai assassinato ?
    I tuoi gendarmi hanno massacrato
    chi italiano era nato,
    chi italiano era nato .

    E dopo tanti anni chi più ti ricorda ?
    Le tue ossa nude
    spolpate da una melma sorda .
    Fratello non temere noi siamo qui,
    siamo qui a lottare e non per dimenticare
    i volti di donne massacrate,
    il filo spinato e la mitragliatrice .

    (Compagnia dell’Anello: “la Foiba di San Giuliano” 1975)

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