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Roma, 22 dic – Questa è la stagione in cui tutti noi ci apprestiamo a imbandire le tavole natalizie su e giù per lo stivale. Ogni regione ha la sua specialità e le sue eccellenze tramandate con religiosa perizia perché, per fare un discorso da “ascensore”, in Italia si mangia bene ovunque. Eppure all’estero sembrano non averlo capito – oppure, averlo capito male. Siamo noi ad essere troppo fissati, o sono gli altri popoli ad essere dei miscredenti? La nostra proverbiale ossessione per il cibo si è meritata persino una pagina Twitter molto seguita, Italians mad at food che raccoglie tutti i nostri scleri contro gli orrori compiuti ai danni della cucina italiana nel mondo. Vediamo oggi i cinque peggiori mai commessi.

5) Pasta alla bolognaise

Tutti voi conoscerete il ragù alla bolognese, magari vi sarete fatti un bel piatto di tortellini o tagliatelle così. Negli Stati Uniti, invece, esiste questa ricetta della pasta alla bolognaise : una versione omogeneizzata e iper riempita di formaggio di quel che una volta era un ragù. Magari ci mettono pure sopra l’infausto parmesan che tutto è tranne che parmigiano. Come se non bastasse, tempo fa il New York Times ha quasi scatenato la terza guerra mondiale pubblicando la ricetta di una pasta alla bolognese addirittura in bianco, senza pomodori.

4) Ananas sulla pizza

Non so voi, fedeli compatrioti, ma il mio stomaco fa una veloce giravolta al solo scrivere queste parole nella stessa frase. “Ananas”. “Pizza”. Ma che c’azzecca, direbbe Antonio Di Pietro? Detta Hawaiian pizza non è stata assolutamente concepita nelle Hawaii: il colpevole di questo crimine efferato sarebbe il canadese Sam Panopoulos, originario della Grecia, che dal 2010 si vanta di essere stato l’inventore della prima pizza hawaiana, cucinata presso il ristorante The Satellite di Chatham-Kent in Ontario nel lontano 1962. Spesso accompagnata con un impasto che ha più che a vedere con un materasso di gommapiuma che con la pizza e condita con un po’ di prosciutto tanto per gradire sembra che all’estero sia una vera prelibatezza.

3) Pasta col ketchup

Ripetiamo insieme, amici stranieri: il ketchup non va sulla pasta. Il ketchup non va sulla pasta. Ci sarà forse anche una particella di pomodoro, ma non si può, in nessun modo, sostituire alla salsa o al sugo. Il solo sapore agrodolce del ketchup sulla pasta basterebbe a tormentare i sogni di un italiano per i prossimi venti anni. Non è un cliché sugli stranieri, poiché chi vi scrive è stata suo malgrado ospite d’onore di una cena in cui qualche inglese, pensando di fare cosa gradita, si era ingegnato a cucinare italiano – con risultati da far accapponare la pelle.

2) Quel caffé corto …. poco espresso

Le cose su questo fronte sono decisamente migliorate negli anni. Tuttavia, il vizietto in molti Paesi (specialmente del nord Europa) persiste: quello di servire un semplice caffé “all’americana” in una quantità inferiore “spacciandolo” per espresso. George Clooney, l’alfiere delle capsule nel mondo, ha riportato qualche vittoria – l’espresso è uno dei capisaldi degli hipster nel mondo. Speriamo che non sia solo un moda passeggera. Ma dato che a molti di noi è capitato di vedere turisti sorseggiare fieramente un cappuccino nel corso di un pranzetto tipicamente “tricolore”, la legittima perplessità rimane …

  1. Carbonara con la panna

Di per sé, la carbonara non è un piatto “dietetico”. Uova, guanciale o pancetta e l’annosa diatriba sulla presenza o meno della cipolla insieme fanno un piatto sufficiente a fornire un corpo umano di proteine per mesi interi nel corso di un’apocalisse zombie. Eppure non bastava, no: qualche mostro nel mondo – in particolar modo negli Stati Uniti e nel Regno Unito, tra i principali responsabili di questi scempi – ha pensato bene di aggiungerci la panna. Sì, la panna. Qualcosa in grado di uccidere e uniformare tutti i sapori protagonisti della carbonara.

Ilaria Paoletti

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19 Commenti

  1. neh,anche la pastasciutta con la marmellata
    che si inventano certi tedeschi scherza poco…
    come pure una pasta alla bolognese fatta con tagliatelle di grano tenero
    senza uova,e il ragù era un hamburgher bollito con sopra un pò di passata di pomodoro schietto (solo scaldata,nemmeno cotta)
    che mi hanno servito in un sedicente “ristorante” italiano,a bangkok.
    …roba da museo degli orrori:
    inutile dire che non ho nemmeno infilato la forchetta:
    ho pagato,e sono sparito.

  2. In Giappone: ristorante che di italiano aveva solo la bandiera ns. bella in mostra fuori!
    A mia moglie hanno servito delle linguine al pesto nel quale avevano addolcito l’ aglio con lo zucchero, per me è arrivata una “focaccia” (ve la raccomando…, una crocchetta per cani), al posto della pizza ordinata.
    C’è da scrivere un libro sugli orrori culinari all’ estero sotto le bandierine italiane!!
    Ci credo che i turisti che arrivano in Italia sono ben contenti anche quando mangiano da quasi schifo…
    A parte che esiste sempre il vecchissimo trucco di salare abbondante e far bere parimenti… Così sale pure il conto.

  3. Il chauvinismo culinario è (ormai) l’unico tipo di orgoglio al quale ci si può affidare. Peccato che sia da ignoranti.

    La panna nella carbonara è utilizzata in molte aree del nord Italia.

    Il ketchup sulla pizza è rarissimo trovarlo negli USA, più nei paesi dell’Est. Anche in UK è assai raro.

    La pasta alla bolognese è semplice ragù con aggiunta di parmigiano prima di essere servita. Non ci trovo niente di assurdo.

    Ricordo che negli USA (così come altri paesi con forte presenza di italiani da oltre un secolo) si diffusero ricette italiane (soprattutto meridionali) ben prima che si radicassero oltre Pò.

  4. @ jenablindata

    L’unico vero “orrore” è visitare la Tailandia e voler mangiare italiano.
    Il mondo (ed il cibo) è bello perché è vario.

  5. Robertoschiaff, hai ragione da vendere, ma i truffatori, ignoranti o meno, con la bandiera italiana non vanno proprio bene, eh? E non solo a livello culinario.

  6. Io posso consigliare a chi va a San Diego e vuole prendere un vero caffè anche più buono di tanti bar in Italia che è caffè Italia a Lit Italy di San diego

  7. E poi se volete mangiare italiano mangiate in Italia se andate in altri posti mangiate i piatti tipici così non avendo clienti cambieranno menù io per esempio non vado in nessun fasfud e fast food in Italia

  8. Sono tutte criche sterili.Per mangiare bene all’estero mangia solo piatti locali ,e se vuoi mangiare Italiano mangia in Italia..Ricordiamo”se uno mi da un pugno la colpa è sua….ma se me ne da un secondo la colpa è mia.

  9. Sono Polacca-Italiana, ultimi anni 80, nella splendida isola di Panarea, in un locale, ci hanno servito gli spaghetti con ketchup. E vero, era molto tardi, ma comunque è successo.

  10. Vogliamo parlare dei vari chef stellati italiani che ci mettono del loro affinché la pizza abbia la mortadella e granella di pistacchio o gli ormai onnipresenti semi di melagrana?

  11. @Robertoschiaff:
    in thailandia sono stato quattro mesi.
    dopo un pò uno si stufa di pesce,
    e la cucina thai non è per tutti i palati,
    ci vuole allenamento…
    fermo restando che è sempre bene stare attenti,
    quando si mangia diverso da quello a cui si è abituati:
    più di uno che conosco ha passato le ferie chiuso in bagno,
    per non averci pensato…
    e nemmeno in thailandia,ma nella “civilissima” america

  12. Simpatica jenablindata: ma a che cosa ci hanno abituati e ci vogliono abituare? Occhio alla fregatura…microbica. Un saluto particolare, igienico non a stretta di mano. Scherzo…, ma non troppo.

  13. Mah, ci mancano solo i moralizzatori gastronomici. La cucina è invenzione e sperimentazione. Se si vuole male alla cucina italiana si fa così e si pretende che niente debba cambiare. Fra un po’ scompariremo anche da questo settore, come stiamo scomparendo dagli altri nei quali ci siamo fossilizzati sul passato.

  14. La cucina è invenzione e sperimentazione?! La facciano col tuo stomaco e fatti pagare almeno… Se si vuole bene alla cucina italiana bisogna tornare ai fondamentali… (con un occhio ai “fratelli” francogermanici).
    Non c’è niente di nuovo… Stefano, sei ancora sul pianeta terra! Non navigare troppo.

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