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Roma, 30 mar – In Arabia Saudita le prime prove di addomesticamento del cane portano a ben 4.000 anni fa. In una necropoli antichissima anche i resti di un esemplare morto di vecchiaia e sepolto insieme ai suoi padroni.



Cane di 4.000 anni fa sepolto insieme ai padroni

I resti di ossa di cane scoperti in una delle più antiche tombe monumentali dell’Arabia Saudita nordoccidentale provano che l’addomesticamento dei nostri amici pelosi risale ad almeno 4.000 anni fa. La scoperta, pubblicata sul Journal of Field Archaeology, è parte di un  progetto di scavo nella regione, commissionato dalla Royal Commission for AlUla, e in cui c’è un po’ d’Italia tramite Laura Strolin, dell’Università di Ginevra.

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Questa scoperta rappresenta la più antica testimonianza di un cane addomesticato, scoperta che si distanzia nel passato di circa 1.000 anni rispetto a quelle fatte fino ad ora. I ricercatori hanno studiato due siti di sepoltura fuori terra risalenti al quinto e al quarto millennio a.C.. I due siti sono distanti fra loro 130 chilometri: uno si trova su degli altopiani vulcanici, e l’altro in aridi calanchi. Entrambi sono stati identificati utilizzando immagini satellitari e fotografie scattate da un elicottero.

Cucciolo morto di vecchiaia

Nel sito sugli altopiani vulcanici, la straordinaria scoperta: sono stati ritrovati qui 26 frammenti di ossa di un singolo cane, deposte accanto alle ossa di 11 umani. Gli umani erano sei adulti, un adolescente e quattro bambini. Le ossa del cane mostrano segni di artrite, segno evidente che il cane ha vissuto – ed è stato amato – fino in tarda età con questi esseri umani. I ricercatori non hanno dubbi: è un cane, enon un animale simile. Lo hanno dedotto dalla zampa anteriore sinistra: la larghezza di quest’osso era infatti di 21 millimetri, come quella di altri antichi cani mediorientali, più stretta di quella dei lupi di quel tempo e luogo. Le ossa del cane domestico, un animale morto di vecchiaia e sepolto coi suoi padroni, sono state datate tra il 4.200 e il 4.000 a.C. circa. L’arte rupestre rinvenuta nella regione, invece, indica come gli abitanti del neolitico usavano i cani per cacciare l’ibice, l’asino selvatico e altri animali.

Ilaria Paoletti

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