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Roma, 3 mar – L’Italia non esiste. Ce lo hanno ripetuto in tutte le salse: l’Italia è stata «inventata» nell’Ottocento da degli sporchi colonialisti (i Savoia) e da tutto uno stuolo di ideologi prezzolati (Foscolo, Manzoni, Mazzini ecc.). Insomma, il Romanticismo, con la sua ossessione per la «purezza delle origini», avrebbe inventato tutte le nazioni, Italia inclusa. Tuttavia, questa narrazione di chiara marca globalista non è solo scientificamente assai fragile, ma anche politicamente indegna. L’intenzione di chi la sostiene è infatti chiara: distorcere la storia per minare alle basi l’identità italiana e perciò – questa è la speranza – preparare il terreno agli ideali del globalismo cosmopolita e antinazionale.

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«Raccolgaci un’unica bandiera»

Per tutti questi motivi, Il Primato Nazionale ha deciso di inaugurare un ciclo di articoli dal nome Italia Eterna. Lo scopo dell’iniziativa è esattamente quello di dimostrare che l’Italia – checché ne dicano le forze dell’anti-nazione – è un’entità che, se di certo non esiste ab aeterno, può comunque vantare origini nobili e antichissime. Tale ciclo di articoli parlerà quindi di tutti quegli italiani che, ben prima dell’Ottocento, tentarono di ricomporre la nazione a unità e di formare una solida coscienza civile per tutte le popolazioni della Penisola. Qui sta dunque l’«eternità» che si vuole evocare: un’idea, quella dell’Italia unita, che ha attraversato i secoli e che oggi, soprattutto oggi, va riscoperta e coltivata.

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L’Italia Eterna ai tempi del globalismo

Del resto, le tesi «decostruzioniste» – formulate a suo tempo da marxisti come Eric Hobsbawm e Benedict Anderson, o da liberal come Ernest Gellner – non sono solo ideologicamente infiltrate, ma anche scientificamente mal poste. Affermare che le nazioni sono delle «costruzioni storiche», e non delle entità iperuraniche, equivale infatti ad affermare una banalità sconcertante. Affermare che, essendo costruzioni, le nazioni sarebbero ipso facto anche delle «invenzioni», rappresenta invece una vera e propria truffa. D’altronde, tutto ciò che riguarda l’azione umana, e pertanto la sua dimensione culturale, è – e non può non essere – una «costruzione». E infatti l’Italia è stata «costruita» nei millenni dal sangue e dalla passione dei suoi condottieri, dei suoi soldati, dei suoi legislatori, dei suoi scienziati, dei suoi poeti, dei suoi artisti e dei suoi eroi. E proprio costoro Il Primato Nazionale intende rievocare con questa iniziativa. Perché è l’Italia la più bella opera d’arte del nostro popolo, capolavoro di vita e tecnica, di storia e pensiero. E rimane, nonostante i suoi nemici, la nostra origine e il nostro destino.

Valerio Benedetti

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