Firenze, 13 nov – È uscito in questi giorni – grazie alla sinergia tra Passaggio al Bosco Edizioni e l’Istituto Stato e Partecipazione – un testo che affronta il mondo del lavoro da una diversa prospettiva. Firmato dal giovane Francesco Marrara – con i contributi di Francesco Carlesi, Mario Bozzi Sentieri, Ermenegildo Rossi – La sfida partecipativa. Dalle origini del sindacato al dominio della tecnica, è un saggio che compie una ottima ricognizione storico-sociale “dalle origini del sindacato al dominio della tecnica”.

La sfida partecipativa. Un viaggio controcorrente nel mondo del lavoro

Andare oltre l’ideologia, nella sua duplice faccia marxista e liberista, oltrepassando il classismo e i vecchi modelli di rappresentanza politica: dunque, recuperare l’essenza di una reale domanda di cambiamento, di una vera giustizia sociale e di una autentica necessità di partecipazione. È questa la volontà dell’autore, il cui merito è quello di aver riportato il tema della “partecipazione” al centro del dibattito, denunciando i limiti di un modello che troppo spesso ha colpevolmente piegato la realtà alle esigenze del profitto, alle derive individualistiche e alla narrazione di un liberismo che ha desertificato il senso di comunità.

Il presente saggio, documentato e puntuale, vuole essere una lucida analisi dei limiti del “sistema”, ma anche una profonda risposta complessiva – insieme culturale, sociale e politica – alla crisi contemporanea. Un viaggio controcorrente nel mondo del lavoro, nella sua storia, nelle sue regole, nelle sue aspettative e nei suoi guasti, sullo sfondo di un tempo controverso, carico di contraddizioni e di nuove sfide.

Perché la “partecipazione” – come la sua etimologia testimonia – ci racconta la necessità di “prendere parte”: essere attivi, personalmente ed energeticamente, a qualcosa che si costruisce. A qualcosa che rappresenta certamente il possesso, il godimento di un bene o l’attività economica, ma anche e soprattutto l’interesse collettivo. Fuori da ogni retorica, ci spiega Francesco Marrara, è giunto il tempo di perseguire la “partecipazione” nel mondo del lavoro.

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