Atene, 19 nov – Nell’Egeo, tra le isole del Dodecaneso, si trova anche quella di Lero. Una piccola striscia di terra che emerge vicino alle coste dell’Asia minore e che misura quasi 53 km quadrati per poco più 8mila abitanti. Un’isola che oggi vive soprattutto di turismo, ma che si caratterizza per una particolarità unica: la sua cittadina di Lakki è un gioiello di architettura razionalista. Di architettura «fascista», tanto per intendersi. Un gioiello che, forse, potrà entrare nella lista Unesco dei patrimoni dell’umanità.

Questa è, almeno, la volontà espressa da George Trampoulis, il direttore dell’archivio storico di Lero. Trampoulis spiega infatti che Lakki, nata con il nome italiano di Portolago, è l’unica città al di fuori dei confini italiani a essere stata progettata ed interamente edificata secondo i dettami dell’architettura razionalista sviluppata negli anni Trenta. Una perla di bellezza che, però, ora ha bisogno di importanti interventi di ristrutturazione per far fronte all’inevitabile usura del tempo.

Tutto l’arcipelago del Dodecaneso entrò a far parte del Regno d’Italia in seguito alla vittoria riportata nella guerra italo-turca (1911-1912), prima di tornare alla Grecia al termine del secondo conflitto mondiale. Idroscalo della Regia Aeronautica, negli anni Trenta il governo di Mussolini commissionò la costruzione della cittadina di Portolago, a cui lavorarono gli architetti Armando Bernabiti e Rodolfo Petracco. Se il piano urbanistico Lakki ricorda molto da vicino quello di Sabaudia, una particolare menzione meritano invece il lungomare, i diversi parchi e le ampie strade con lunghi filari alberati di eucalipti.

Elena Sempione

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