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La lettera di Feltri a Salvini: “Matteo dov’è finita la tua verve? Devi zittire Conte”

by Davide Di Stefano
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Feltri Salvini

Roma, 25 mar – Stando agli ultimi sondaggi – da prendere ovviamente con le molle – la fiducia degli italiani in Giuseppe Conte sarebbe in crescita, mentre il consenso del capo dell’opposizione sarebbe in ribasso, ormai stabilmente sotto il 30%. Sarà veramente così? E’ indubbio che le emergenze, almeno nelle fasi iniziali, rafforzano chi governa e indeboliscono l’opposizione, che difficilmente può trovare spazi quando impera la necessità dell'”unità nazionale”. E così anche Matteo Salvini non sa bene che pesci pigliare, dopo aver in un primo momento forse attaccato troppo il presidente del Consiglio, per poi essersi appellato a Mattarella e aver virato verso una formale riconciliazione con Conte. 

Feltri ricorda i meriti del “capitano”

Tutto questo non piace a Vittorio Feltri, che vorrebbe il classico Matteo Salvini, quello con la bava alla bocca “al cospetto di una nave carica di africani clandestini”. E così il direttore di Libero nella prima parte della lettera ricorda i meriti del “capitano”, leader politico capace di resuscitare la Lega e portarla oltre il 30%. Feltri non accusa Salvini nemmeno della fine dell’esperienza di governo gialloverde “penso che guidare il Paese in società con Luigi Di Maio fosse difficile come andare a letto con la suocera ultra settantenne”, né della sconfitta in Emilia “nella patria dei rossi hai compiuto un miracolo”. 

“Ti vedo depresso”

Ma quello emiliano romagnolo è stata l’ultima grande impresa salviniana. Dopo i “salamelecchi” iniziali Feltri passa ad incalzare l’ex ministro dell’Interno. “Dopo ti sei depresso e ora non ravviso in te segni di risveglio. Ti seguo in tv e rimango perplesso. Hai perso verve, affermi cose di cui non sei convinto. Che ti succede? È indubbio che il coronavirus abbia ammosciato tutti. Proprio tutti tranne Giuseppi, per il quale il morbo è stato un ricostituente. Costui sul piccolo schermo appare ogni tre minuti, felice come una Pasqua, pimpante, la malattia lo ha ringalluzzito sebbene ciò non gli impedisca di dire bischerate sesquipedali”.

Per Feltri Salvini starebbe lasciando a Conte una prateria. “Tu non puoi lasciargli delle praterie di consenso, devi frenarlo, abbatterlo, almeno zittirlo. Cavalca la paura delle gente come sai fare tu, non permettere di essere accantonato quasi fossi diventato una comparsa. Reagisci da par tuo come se ti trovassi al cospetto di una nave piena di africani clandestini. In tal modo riconquisterai la tua posizione apicale”. In conclusione Feltri invita poi Salvini ad essere meno duro sulla questione carceri: “Essere rigidi come te va bene, essere crudeli come vuoi essere è un orrore”.

Davide Di Stefano

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2 comments

Franco de Nisio 25 Marzo 2020 - 5:29

Lettera a Feltri…

Caro Feltri,forse ti sei posto la domanda sbagliata.

Salvini non è con il “popolo”, bensì rispetta il suo ruolo di attore antagonista del governo.

La novità è che il gioco si è rotto, ed è palese che tutti gli uomini e donne appartenenti alla politica sono opposti alla popolazione.

L’evidenza di ciò è che nessuno evoca un deciso intervento del capo dello stato ma, anzi, noi italiani siamo trascinati come una bestia verso il macello.

L ipotesi del monarca del consiglio è solo una scusa per non intervenire visto che le disposizioni nei nostri confronti arrivano da ben più in alto… Della serie”potevamo fare tutto, ma non eravamo noi al governo… ”

Caro Feltri, lei che è uomo di mondo in editoria e conosce sicuramente molto più di me, che sono un modesto collega, non incalzi Salvini… Lui fa ciò che gli dicono di fare. Un saluto.

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