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Roma, 6 dic – Chi si farebbe difendere da un avvocato così? La domanda riguarda il nostro presidente del Consiglio, il professor Giuseppe Conte, e non vuole essere la replica del noto interrogativo delle elezioni americane: “Comprereste un’auto usata da quest’uomo?”. No, questa domanda si riferisce proprio alla professione di Giuseppe Conte prima che diventasse capo del governo e vuole capire se fosse un buon avvocato o meno. Perché sorge la questione? Perché Conte dà l’impressione di commettere tanti e tali strafalcioni che poco hanno a che fare con un buon avvocato. Com’è possibile?

Gli strafalcioni di Giuseppe Conte

Vediamoli in sequenza a cominciare dal video rubato mentre trama con la Merkel alle spalle di Salvini. E’ mai possibile commettere una simile leggerezza? Ormai è pieno di trasmissioni dove si vedono fuori onda di tutti i tipi, tanto che alcuni sembrano addirittura apparecchiati appositamente. Persino i calciatori, non dei luminari di Harvard, quando si parlano in campo mettono la mano davanti alla bocca per non farsi cogliere il labiale. Ma dove vive Conte? Che dire poi del sostegno sulla legge per la galera agli evasori fiscali? Per carità, è sacrosanto pretendere la giusta punizione per chi evade le tasse, però almeno dì qualcosa se tuo “suocero” è indagato per l’evasione di una tassa molto simile all’Iva, per milioni. Non puoi fare finta di niente se il padre della tua compagna si trova in ambasce gravi e l’unica sua fortuna è che non hanno ancora approvato la legge che stai propugnando. Non ne sapeva niente? Ammettiamo che sia vero, ma dopo, quando è emerso tutto, non poteva guardare in aria fischiettando, la sa la storia della moglie di Cesare.

Veniamo all’ultimo punto e speriamo che sia l’ultimo, ovvero che non salti fuori niente di nuovo in futuro. Ti nominano professore universitario in età giovanissima, come se fossi una specie di fenomeno e questo ovviamente solleva molte attenzioni. Tutti pensano: “Accidenti quanto siamo tutti scemi che non ci eravamo accorti di un fenomeno così”. L’attenzione diventa ancora più alta perché l’impressione è che non sembri tutto questo fenomeno e tutti iniziano a domandarsi chi era il tuo esaminatore e come mai lui, il professor Guido Alpa, aveva visto in te tutte queste doti. E cosa ti viene fuori? Viene fuori che avevate lo studio professionale insieme, sia al primo indirizzo che al secondo. Insomma avete anche traslocato insieme. E tu che racconti: “Eravamo solo nello stesso stabile su due piani diversi e ci dividevamo il costo della segretaria (ma ognuno aveva la sua attività professionale separata, ndr)”.

Il conflitto di interessi con il professor Alpa

Tutto torna a tacere fino a quando non spunta un documento e finisce in mano alle Iene: una pre-fattura intestata a te e al prof Alpa, il tuo esaminatore, nonché il tuo condivisore di segretarie. In tutta apparenza, sembrerebbe che siate soci e che avete intenzione di fatturare congiuntamente un’importante prestazione professionale. Le Iene vengono a intervistarti e tu, signor premier, dai questa giustificazione: “La pre-fattura fu emessa congiuntamente ma poi lasciai tutto l’incasso al professor Alpa”. Ma come? Ora dai addirittura l’impressione di offrire una giustificazione, se vuoi, peggiore della dinamica che appare in prima evidenza? E’ forse una strategia da avvocatone che noi poveretti non possiamo ancora capire?

Le Iene incalzano: “Guardi che risulta che lei abbia presenziato a tutte le udienze (può essere 30?) da solo, senza Alpa, e poi ha lasciato tutto l’incasso a Alpa?”. Momento di brivido. Ovvero, nel 2002, prima del suo esame da professore universitario, avrebbe regalato al suo futuro esaminatore il presidio in udienza, senza pretendere niente in cambio? E dopo tutto ciò, Conte avrebbe superato brillantemente l’esame con il prof Alpa e, a sua volta, sarebbe diventato professore universitario a vita? Ci rendiamo conto che la sua nomina a professore universitario potrebbe essere nulla, in quanto il suo esaminatore non poteva intrattenere rapporti economici e professionali con lui, e che regalare la presenza alle udienze di un processo si configura come un importante rapporto economico e professionale?

Conte non è un buon avvocato

In Germania si è da poco dimesso un ministro per il sospetto che avesse copiato una tesi di dottorato. Molti oggi dicono che una certa arroganza del potere porta a commettere errori a ripetizione per la certezza di aggiustare poi tutto con la prepotenza, ma, anche se fosse il suo caso (e ancora non ci voglio proprio credere), a me non basta. Anche se le venisse revocata la nomina a professore universitario, anche se, a causa di detta revoca, lei si trovasse costretto a doversi dimettere da presidente del Consiglio, anche se lei dovesse tornare a diventare un semplice avvocato, a me piacerebbe capire se lei è in grado di esercitare quella professione.

Se per caso fosse tutto vero, avrebbe dimostrato di essere pesantemente maldestro e io uno così maldestro non lo vorrei neanche a difendermi per una controversia di pianerottolo. Professor Conte, per favore, spieghi meglio la situazione e mi faccia capire che è veramente un professore.

Carlo Maria Persano

2 Commenti

  1. Purtroppo sì, perché è ancora amico degli amici… Sto scherzando tristemente, aveva ragione qualcuno che diceva mi difendo da solo! Impariamo a saperlo fare!

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