Il Primato Nazionale mensile in edicola

Pisa, 6 dic – E’ allarme razzismo a Pisa, dove un ragazzo 15enne originario del Mali è stato apostrofato con il poco lusinghiero epiteto di “negro” dal commesso di un esercizio commerciale. Anzi no, contrordine, nessun allarme: l’autore dell’ingiuria è nigeriano, ma grazie al suo comportamento è stato denunciato dal maliano per minaccia aggravata da odio razziale e lesioni personali. Ormai non vale più nemmeno la “regola aurea” stabilita dai rapper afroamericani secondo cui tra persone di colore ci si può apostrofare “nig*er” senza che questo valga come termine spregiativo.



I fatti

Teatro dell’insolita vicenda un negozio di abbigliamento di Pontedera (Pisa), dove è impiegato l’uomo originario della Nigeria e dove il 15enne sarebbe stato insultato e strattonato in malo modo da commesso e titolare dell’esercizio. La vicenda risale a qualche mese fa ma è stata resa nota solo ieri dal commissariato di Pontedera. “Il 15enne, con un amico – spiegano le forze dell’ordine al Tirreno – dopo aver visionato diversi capi di abbigliamento si è diretto alla cassa. Poiché stavano indugiando su cosa acquistare, un commesso nigeriano, con fare brusco, li accusava di far perdere tempo. I due si rivolgevano quindi a un altro commesso e mentre pagavano venivano raggiunti sia dal primo commesso sia dal proprietario che li spingevano fuori“. Proprio in quel momento il 15enne del Mali è “stato aggredito e malmenato dal proprietario che gli diceva anche lui insulti razzisti”.

Secondo la ricostruzione della polizia i due clienti, entrambi minorenni, sono stati spintonati fuori dall’esercizio commerciale, senza poter recuperare gli acquisti regolarmente pagati, che si trovavano sul bancone. Oltre alla merce, era rimasta anche la somma ricevuta come resto. Sarebbe quindi stata premura di una donna, intervenuta sulla scena insieme ad altri testimoni, riportare ai legittimi proprietari abiti e denaro. Le indagini della polizia si sono concluse con le denunce per il commesso e il titolare del negozio, denunciati, come detto sopra, per minaccia aggravata da odio razziale e lesioni personali.

Cristina Gauri



La tua mail per essere sempre aggiornato

1 commento

Commenta