Roma, 19 mag – Ridotto ai suoi minimi termini l’essere umano si qualifica per lo stile che sceglie di darsi, per la tenuta in cui si riconosce. Per questo, alla fine dei giochi, non restano che allusioni e particolari, riuniti nella visione sinottica di un’esistenza sempre più fagocitata da un paradiso terrestre capovolto. Se qualche cuore ancora vivo andasse cercando stimoli e conferme al suo modus vivendi potrebbe trovarli in un libricino da poco pubblicato dalle Edizioni di Ar: Maravigliosamente – Amore. Vita. Politica di Anna K. Valerio, che si legge come un’agile raccolta di intuizioni e lampi a squarciare l’ombra.

È la ricerca di ciò che arricchisce l’animo umano, di ciò rende viva e piena la vita, avvicinandola a quella scaturigine selvaggia, rude e rischiosa che solo gli spiriti limpidi sanno annunciare. Come la goccia scava la pietra, così il “buon esempio” educa e innalza passo passo e nonostante tutto chi sia disposto a mettere veramente in discussione se stesso. Non è naturalmente un percorso solipsistico o puramente esistenziale perché la voce che chiama il singolo parla in fondo alla prima persona plurale.

Ha quindi senso parlare di amore, di nuova vita che nasce e di giovani esistenze alla deriva, perché nel gorgo dei tempi attuali sono possibili solidi appigli. In quei momenti rubati, nella tenue luce serale, quando le pieghe della pelle si confondono in sospiri e sussurri, è la carne a parlare e la razionalità calcolante deve cedere il passo all’attrazione ferina di spiriti affini.

Un mondo che non vuole figli è un mondo che non sa amare. Questa è, in tutta evidenza, una questione politica e dunque «non sbagliano quelli che condividono la tavola per programmare un agire politico e arrivano a parlare della propria delusione erotica. L’ideologia della viltà a tutti i costi: ecco chi si è mangiato i nostri pizzi neri, le nostre rapsodie tattili, i nostri sguardi di intesa e soffi che si confondevano».

Allora l’assenza di coraggio urla tutto il suo smarrimento in generazioni perdute e in classi dirigenti senza rotta alcuna. Ma restano l’ispirazione, l’evocazione di un istante, la folgore di un esempio, la vampa dell’estasi o il solco di un’opera d’arte. Lì insistono gli scritti alti e vividi di Anna K. Valerio, ad indicare una luce nella notte, per ribadire una volta ancora che il coraggio del singolo dev’essere sempre in accordo con la continuità della comunità.

Francesco Boco

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