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Roma, 30 ago – Michele Serra, simpatico araldo dell’intellighenzia di sinistra, non poco frequentemente ama tirare le orecchie e bacchettare la destra italiana, secondo lui composta da personaggi beceri, incivili e stavolta, a suo dire, pure incapaci di fare i conti con il proprio passato.

L’ennesima sparata sbilenca di Serra

La recentissima ramanzina antidestra, fatta dalla sua “amaca” per la gioia dei lettori di Repubblica, aveva come protagonista Christian D’Adamo, il 32enne di Fondi balzato alle cronache per essere il “pizzaiolo nazista”, nonché candidato di Fratelli d’Italia alle elezioni del comune pontino. Non poteva capitare un’occasione più succulenta per scatenare il pungente commento di Serra indirizzato non solo all’ormai ex candidato di FdI – scaricato dall’aspirante sindaco del partito della Meloni, Giulio Mastrobattista – ma anche all’intero mondo della destra nazionale, senza nessuna esclusione.

«A parte lo sparito Gianfranco Fini, quale altro fascista italiano ha provato a fare i conti con sé stesso, la propria storia, le proprie chiacchiere e il proprio distintivo? Ci sono forse stalinisti residui – a parte qualche marginalissima macchietta – nella sinistra italiana? Si festeggia forse da qualche parte il compleanno di Stalin, o di Pol Pot, o di altri macellai “di sinistra”, così come si inneggia serenamente al macellaio Mussolini in tanta destra bene inserita nelle assemblee elettive, con nipoti e discendenti a vario titolo che usano quel cognome tragico come marchio di garanzia?». Queste le parole che l’arguto trombone progressista ha messo nero su bianco, ostentando una sicumera da Guinness dei primati, tirando in ballo, con poco riguardo, anche il politicamente eclissato (non senza colpe) Fini.

Insomma, mentre la destra beota è incapace di fare autoanalisi storica la sinistra degli intelligenti, invece, da tempo, ha regolato i conti con il passato, prendendo le distanze da quanto di peggio il Comunismo ha prodotto in Italia e in giro per il mondo.

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La sinistra non sa fare i conti neanche con il presente

Inutile dire che la lettura della vicenda offerta da Serra e data in pasto agli sventurati lettori del quotidiano fondato da Scalfari è decisamente distante dalla realtà e pertanto falsa. Ogni giorno un qualsiasi militante di destra, infatti, in Italia, fa i conti con il passato, subendo costantemente la censura e l’ostracismo dei “democratici”, amici di Serra, i quali, un giorno sì e l’altro pure, danno del «fascista» a tutti i non allineati al loro pensiero, specie quando a corto di argomenti. La sinistra di casa nostra magari non celebra i natali di Pol Pot o di Stalin, ma quando i centri sociali vanno a lanciare sassi e sedie contro Salvini, durante un comizio della Lega (l’ultima volta è accaduto qualche giorno fa in Campania a Cava de’ Tirreni) nessun Michele Serra spreca fiumi di inchiostro, su un qualsiasi giornale progressista, per condannare o prendere le distanze dai facinorosi rossi.

Come per dire la violenza, quando viene dai compagni e soprattutto quando è contro un esponente della destra e tutti coloro che, anche per caso, si dovessero trovare ad un comizio di quest’ultimo, è sempre giustificata. Inutile aprire il discorso a proposito della negazione delle Foibe da parte dei militanti di sinistra oppure delle innumerevoli violenze perpetrate dai partigiani e passate, a distanza di anni, ancora sotto silenzio. Nei fatti è proprio la sinistra a non aver fatto i conti, non solo con il passato, ma anche con il presente. Peccato che Serra ignori oppure faccia finta di ignorare tutto questo. Forse è giunta l’ora che scenda da quell’amaca oppure che la sposti all’ombra, il sole quando è troppo dà alla testa.

Alessandro Boccia

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