Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 8 feb – Nella storia della musica italiana, nonostante l’importantissimo contributo dato, un nome è caduto nell’oblio nel corso degli ultimi anni: quello di Augusto Martelli.

La collaborazione con Mina

Nato a Genova il 15 marzo del 1940 e figlio del compositore Giordano Bruno Martelli, viene assunto negli anni Sessanta come musicista dall’etichetta discografica Ri-Fi, all’epoca la casa discografica di Mina. Tra Augusto Martelli e Mina nascerà un’importante storia d’amore e sodalizio musicale: il compositore scriverà infatti alcune delle canzoni più pregevoli del repertorio della tigre di Cremona come “So che non è così”, “Tu farai”, “Ero io, eri tu, era ieri”, “Una mezza dozzina di rose” e altre.

Nel 1970 compone musiche per “Il dio serpente”, pellicola erotica con Nadia Cassini. La colonna sonora del film riscuoterà molto successo per la musica orecchiabile ed eclettica (notevoli sono le influenze blues, funk e latine). Colpiscono in particolare il suggestivo brano iniziale, “Djamballà” (scritto da Dario Baldan Bembo e arrangiato dallo stesso insieme a Martelli), “Beryl’s Tune”, “Mood” e la latina “Beguine Venezuelana”.

Le storiche sigle per Mediaset

All’inizio degli anni ottanta Augusto Martelli entra a far parte del gruppo Mediaset e scriverà molte tra le più famose sigle televisive delle reti berlusconiane come “Buongiorno Italia”, “Bim Bum Bam”, “Telemike”, “Il pranzo è servito”, “Ok, il prezzo è giusto”, “Casa Vianello” e “Grand Prix”. Particolarmente degno di nota è “Round D Minor”, storica sigla di Grand Prix dagli anni Ottanta ad oggi. Il pezzo è particolarmente adatto in quanto sigla del programma: per la sua velocità dà l’idea delle moto che sfrecciano sull’asfalto, con le trombe quasi a suggerire il rumore dei copertoni che si consumano in pista; oltre al tema, colpisce l’ottima esecuzione e la grande capacità improvvisativa dell’organico.

Nel corso degli anni il compositore collaborerà poi con Giorgio Gaber, Cristina d’Avena, Iva Zanicchi e altri, prima di spegnersi a Milano il 3 novembre 2014.

Alberto Ballottari

La tua mail per essere sempre aggiornato

1 commento

  1. Diciamo che la condanna a 18 mesi di reclusione per pedofilia (nel 2007) non è stata di grande contributo a volerne tenerne vivo il ricordo.
    In ogni caso c’è una sua composizione meravigliosa che si intitola “Bom de de bom bom” è un samba cantato in dialetto genovese… ogni ascolto è un sorriso!

Commenta