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Roma, 7 ott – Il vecchio adagio napoletano “chiagn e fotti” si applica benissimo alla nostra “amica” Michela Murgia. Lei che era andata in televisione senza alcuna remora a dire che Matteo Salvini era un becero col “muso unto di porchetta”, s’è vista ribattere dal leader della Lega molto democraticamente su Instagram e per lei è automaticamente una gogna. Ma si è personaggi famosi solo quando le reazioni sono di complimento o anche quando s’incassano dei sonori “vaffanculo” social?

Murgia: “Salvini ha il muso unto di porchetta”

Michela Murgia su Twitter accusa Matteo Salvini di averla messa alla gogna e di aver ricevuto, per colpa sua, insulti degni dell’intervento della Digos. Dopo le dichiarazioni della Murgia relative al leader della Lega ospite dalla iper femminista Lilli Gruber, Salvini ha replicato un con un post su Instagram in cui riprendeva le parole della scrittrice sarda e diceva in soldoni che all’odio si risponde col sorriso.

La Murgia invoca i “signori della Digos”

“Salvini chiama i suoi fedeli a raccolta contro di me auspicando ‘uno scintillante sorriso’ e questo – scrive – è quello che succede nei commenti (che ovviamente lui non modera, essendo proprio quello che vuole che scrivano). Signori della DIGOS, è tutta OK questa roba?”. A corredo di questa richiesta di aiuto alle forze dell’ordine, la Murgia posta alcuni screenshot dei commenti – nella pagina di Salvini, quindi non di gente che è andata a insultarla sui suoi profili social. Tra i tre commenti scelti, effettivamente solo uno sembra essere minaccioso o sembra richiamare alla violenza, e cioè quello di un utente che posta l’immagine di una mazza da baseball ironizzando su come essa sia il “dialogo” da intrattenere con “certa gente”.

Ma dove stanno le minacce?

Un altro commento preso in esame dalla Murgia dice: “Basta fare le persone “per bene” . Con questa gente maleducata occorre agire occhio per occhio dente per dente”. Uno che in maniera assai poco provocatoria dà alla Murgia della “maleducata” e dice che bisogna agire “occhio per occhio” etc. probabilmente si riferisce solo alla dialettica dello scontro, visto che Salvini ha replicato con un sorriso allo straparlare dell’autrice del Fascistometro. L’altro, invece, scrive che “bisogna cominciare a fare opposizione dura e cruda, il tempo delle chiacchiere è finito” perché “questo comportamento da buoni ci sta rovinando”. Non nomina la Murgia, non la insulta e non parla di violenza. Dove sarebbero i presupposti per chiedere addirittura l’intervento della Digos?

E i paragoni con la porchetta …

Ma analizzando i commenti sul profilo Instagram di Salvini l’accusa da muovere ai follower del leader del Carroccio semmai è di bodyshaming: in molti hanno associato la povera porchetta tirata in ballo dalla Murgia alla sua presenza fisica. Qualche “dissidente” (per lo più donne) addirittura la difende dagli attacchi maschilisti. Qui più che di minacce si parla di cattivo gusto. La Murgia non spende una parola per il grande leitmotiv dei commenti al post di Salvini; era troppo umiliante per lamentarsene con la platea che la osanna – e la Digos, poi, che ci avrebbe dovuto fare con la porchetta?

Ilaria Paoletti

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